Cronaca

Ecco i medici milanesi contro i vaccini obbligatori che rischiano il "processo" dell'ordine

Mentre Dario Miedico è in odore di radiazione

Medici milanesi rischiano un procedimento per la posizione anti vaccini obbligatori

Non solo Dario Miedico: si allarga la "platea" di medici milanesi che l'ordine professionale vuole "punire" per la loro posizione contro i vaccini. I fascicoli dovrebbero essere aperti entro l'estate. I professionisti sono sedici: si tratta di coloro che, a ottobre 2015, avevano firmato una lettera inviata a Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto superiore di sanità. 

Carlo Roberto Rossi, presidente dell'ordine, li ascolterà per poi decidere, caso per caso, se rinviarli alla commissione interna di disciplina, che a sua volta dovrà poi decidere se far partire un provvedimento tra avvertimento, censura, sospensione e radiazione. 

Miedico è stato ascoltato proprio in questi giorni e rischia la radiazione dall'ordine a cui è iscritto da oltre cinquant'anni. Il verdetto dovrebbe essere già stato stabilito ma è "blindato" in attesa della comunicazione ufficiale al diretto interessato: che ha già fatto sapere di volere impugnare un eventuale provvedimento contro di lui, di qualunque grado. 

La lettera "incriminata" era stata firmata da circa cinquanta medici italiani, di cui appunto sedici milanesi: Maurizio Bardi (medicina generale), Laura Borghi (medicina chimica-clinica), Marco Cavo (cardiologo), Carlo Cenerelli (medicina generale), Eugenio De Blasi (medicina generale), Tommaso De Chirico (pneumologo), Beatrice Dedor (cure palliative oncologiche), Giuseppe Fagone (medicina generale), Giovanna Gigli (psicologo clinico), Livia Mondina (ginecologo), Annalisa Motelli (medicina del lavoro), Paola Nannei (pediatria e radiologia), Raffaella Pomposelli (medicina generale), Antonia Mariapia Ronchi (medicina generale), Mariateresa Sacchi (pediatria) e Giulio Viganò (pediatria).

Nella lettera aperta si legge, tra l'altro, che «dopo un’osservazione minuziosa e prolungata nel tempo di bambini vaccinati e non vaccinati, questi ultimi appaiono indubbiamente e globalmente più sani, meno soggetti alle patologie infettive, specie delle prime vie aeree, meno soggetti ai disturbi intestinali e alle patologie croniche, meno soggetti a patologie neurologiche e comportamentali e scarsi consumatori di farmaci e di interventi sanitari». Tuttava i professionisti precisano anche che «oggigiorno un qualsiasi medico dotato di buon senso e di un minimo di conoscenza scientifica non può essere contro le vaccinazioni pediatriche e infatti conosciamo tutti la loro utilità».

La proposta di questi medici è estremamente articolata ma, fondamentalmente, riassumibile nella contrarietà all'obbligo vaccinale. 

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