Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Duomo / Piazza del Duomo

Gioco d'azzardo, è polemica sugli orari di apertura

Il comune ha deciso di limitare gli orari: dura reazione della federazione

L'interno di una sala giochi

Ridotto l'orario di apertura delle sale gioco e del funzionamento delle slot machines nei pubblici esercizi. La decisione è arrivata dal comune di Milano, impegnato in una lotta senza freni al gioco d'azzardo al fine di contrastare la ludopatia. Decisione che, però, ha scatenato una durissima reazione da parte di Sgi-Confindustria, ovvero la Federazione Sistema Gioco Italia.

I nuovi orari sono dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23, in modo da evitare che siano aperte durante gli orari di entrata e uscita dalle scuole e durante gli orari del tempo libero dei più fragili (giovanissimi e anziani). Alla limitazione, come detto, soggiaciono sia le sale giochi sia gli apparecchi per il gioco presenti in bar, ristoranti, ricevitorie e così via. "La Lombardia - aveva dichiarato il vicesindaco Lucia De Cesaris - è tra le prime regioni italiane per numero di ludopatie (a Milano le patologie legate al gioco e curate nei Sert aumentano del 40% all'anno, n.d.r.) e non possiamo fare finta di niente". A Milano il nuovo regolamento edilizio, raccogliendo e ampliando i limiti già posti da una recente legge regionale, di fatto impedisce l'apertura di nuovi locali in quasi tutto il territorio comunale.

"Siamo i primi a voler contrastare la patologia - replica Giovanni Emilio Maggi, vice presidente Sgi-Confindustria - ma non con ordinanze populiste di dubbia applicazione". Secondo Maggi, il provvedimento del comune "è completamente fuori fuoco. Non solo crea un danno all'erario e abbatte l'iniziativa imprenditoriale, ma porterà a un non voluto ma reale via libera al gioco illecito". Non solo: a parere di Sgi, la delibera scavalca le competenze dello stato e della regione.

"Faremo ricorso", promette Maggi, "perché le norme nazionali in materia di gioco non prevedono limitazioni d'orario". La contro-proposta di Sgi è l'istituzione di un osservatorio nazionale sulla ludopatia, per studiare meglio il fenomeno e gli strumenti per combatterlo.

"Maggi si dimentica che il Tar e il consiglio di stato sono soliti confortare l'azione di contrasto al gioco d'azzardo operata da Palazzo Marino", risponde Alessandro Giungi, consigliere comunale del Pd, riferendosi alle numerose sentenze favorevoli al comune da parte della giustizia amministrativa sulla chiusura di sale slot per motivi formali. E inoltre - secondo Giungi - i sindaci ormai hanno già a disposizione "uno strumento infallibile per capire quanto il gioco d'azzardo, seppur legale, stia rovinando migliaia di cittadini: i dati delle Asl sul numero di persone in cura per ludopatia e le quotidiane richieste di aiuto economico sociale dei moltissimi rovinati dal gioco compulsivo".

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