Occupanti della cascina Torchiera a palazzo Marino: "Non siamo parte dell'Expo"

Prosegue la contestazione degli occupanti la cascina Torchiera di viale Certosa che, assieme a circa altre 60 proprietà comunali, verrà messa all'asta. I membri del centro sociale chiedono autonomia rispetto all'Expo per continuare ad offrire alla collettività uno spazio di aggregazione

Prosegue la contestazione dei militanti del centro sociale Torchiera di viale Certosa. Due giorni fa avevano pacificamente invaso il convegno: “Le cascine di Milano: verso e oltre l’Expo” e ieri pomeriggio, mentre si svolgeva il consiglio comunale, si sono ritrovati per un presidio davanti a palazzo Marino.

La cascina in cui si trova il centro sociale sarà, come all’incirca altre 60 proprietà comunali, messa all’asta tramite un fondo gestito da BNP Paribas per conto del comune. A differenza di altri spazi sociali come il Conchetta e il Ponte della Ghisolfa, storico circolo anarchico di viale Monza, la cascina Torchiera non è stata stralciata dalla lista delle vendite e sarà quindi messa all’asta in breve tempo.

La consigliera del PD Carmela Rozza, firmataria degli emendamenti che hanno salvato Conchetta e Ghisolfa, ha dichiarato che: “Lo sgombero di questi luoghi storici avrebbe spaccato la città e il fondo immobiliare avrebbe, con la presenza di questi stabili, subito un notevole deprezzamento”.

 Anche per il Torchiera era stato presentato un emendamento simile ma questo non è passato per un solo voto. Come avevano detto al convegno per voce di un loro rappresentante, il centro sociale non vuole essere parte dell’Expo ma conservare la propria autonomia, offrendo alla collettività uno spazio di aggregazione che ha visto nascere, tra le altre cose, una scuola di teatro e una di arte circense.

La realtà del Torchiera, è stato ribadito al presidio, esiste da 17 anni e quando è stata occupata la cascina era un luogo fatiscente e abbandonato mentre oggi, grazie al lavoro dei suoi attivisti, è diventata un luogo di cultura alternativa che può essere utilizzato da tutti.

Masseroli, assessore allo sviluppo del territorio, ha affermato che: “Se avranno voglia di mettersi in gioco, accettando le regole, ci sarà una cascina anche per loro” ma la paura dei militanti è che il centro sociale non sia stato stralciato dalla lista delle vendite a causa della sua posizione strategica e della vicinanza all’area Expo, due caratteristiche che lo rendono molto appetibile nella futura asta pubblica.

I ragazzi del Torchiera hanno ricevuto la solidarietà di molti personaggi pubblici, tra cui Moni Ovadia e Paolo Rossi. Quest’ultimo, non potendo partecipare alla mobilitazione, ha inviato un comunicato che è stato letto durante il presidio.
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