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Il cortile del liceo occupato (Grab via social)

Il cortile del liceo occupato (Grab via social)

Milano, non si fermano le proteste degli studenti: occupato il liceo Parini

Una trentina di studenti è entrato nel liceo milanese: vogliono rimanere anche durante la notte

Non si fermano le proteste degli studenti a Milano. Nella mattinata di lunedì 18 alcuni ragazzi del liceo classico Parini, circa una trentina, sono entrati nell’edificio scolastico di via Goito e hanno occupato il cortile in segno di protesta contro la didattica a distanza. Secondo quanto trapelato sembra che gli studenti vogliano passare la notte all’interno della scuola.

L’azione è stata portata a termine dai ragazzi del “Collettivo Rebelde”. Sul profilo Instagram della realtà antagonista, dove è stato postato un video dell’occupazione, si è scatenato un dibattito e diversi studenti hanno preso le distanze.

Sempre nella mattinata di lunedì alcuni ragazzi hanno inscenato una protesta davanti al liceo classico Carducci (in via Bertoldo). Qualche ora prima, invece, erano stati bloccati con catene e lucchetti gli ingressi dell’ufficio scolastico regionale di via Polesine. L’azione è stata firmata dal Comitato in difesa della Scuola, gli attivisti hanno affisso sulle vetrate una serie di cartelli con scritto “Chiuso per incompetenza”.

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"L'azione di questa notte, promossa dal Comitati in Difesa della Scuola, vuole essere un chiaro atto di attacco e denuncia a una classe politica divisa e senza prospettiva sociale. - spiegano i militanti sui canali social - Saremo noi a occuparci della scuola. A noi viene negata la possibilità di frequentare il luogo che dovrebbe arricchirci culturalmente e umanamente. Voi che invece avreste il dovere di prendere decisioni per il nostro futuro vi limitate a miseri giochi di potere per difendere qualche colore politico o poltrona. Dopo 8 mesi di immobilismo siamo ancora costretti a chiedervi più spazi, più trasporti, più assunzioni, più sicurezza, più soldi... Le stesse rivendicazioni portate da maggio. È arrivato il momento, e le occupazioni degli ultimi giorni lo dimostrano, che i giovani si riprendano i loro diritti, il loro presente e il loro futuro. Vi chiudiamo fuori come voi avete chiuso fuori noi”.

Le proteste degli studenti

Non sono le prime proteste degli studenti di Milano, anzi. Nei giorni scorsi erano state occupate le sedi del Manzoni, Tito Livio, Volta e Severi. Nella giornata di domenica 17 gennaio il sindaco della città, Beppe Sala, ha incontrato una delegazione degli studenti.

“Sono sempre più convinto che sia il momento di andare verso una soluzione mista lezioni in presenza/Dad — aveva detto il sindaco —. È da troppi mesi che gran parte delle aule delle scuole sono vuote. Ciò crea differenze sociali inaccettabili, penalizzando, per esempio, chi vive in case piccole o chi non ha pieno accesso alle tecnologie".

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