Scienze Politiche, dopo lo sgombero estivo gli studenti occupano un altro spazio

Si tratta dell'ex polo di calcolo, abbandonato da anni

Lo striscione esposto a Scienze Politiche

Un collettivo studentesco ha occupato, martedì 19 novembre, l'ex polo di calcolo nel piano sotterraneo della facoltà di Scienze Politiche della Statale, in via Conservatorio. Si tratta di uno spazio abbandonato da diversi anni. «Gli unici spazi garantiti sono le aule in cui facciamo lezione, mentre tutte le esigenze che noi studenti abbiamo, dovendo passare intere giornate in università, quindi aule studio, mensa, spazi di socialità, sono un lusso che ti puoi concedere se paghi o se sei fortunato a trovare posto», si legge nella nota diffusa dal collettivo.

«Questo modo di gestire l'università pubblica come un'azienda, dove la laurea diventa una merce che noi studenti dobbiamo pagare a caro prezzo, trasforma questo posto in un esamificio», prosegue la nota: «Tramite l'occupazione siamo riusciti a riprendere uno spazio per noi studenti tenuto dall'università chiuso a marcire, e che ora invece è a disposizione di tutti. Per noi la pratica dell'occupazione è l'unica soluzione efficace per riuscire a dare una risposta alla mancanza di spazi, un problema col quale tutti noi ci scontriamo quotidianamente».

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L'occupazione è stata realizzata dallo stesso collettivo che, nell'estate del 2019, era stato sgomberato da un'altra aula, sempre a Scienze Politiche. «Riprendiamo i progetti di autogestione - scrivono gli studenti - che portavamo avanti prima dello sgombero, come Libreremo (condivisione gratuita di libri in pdf), un'aula studio e un microonde a disposizione di tutti. Questi progetti non devono essere servizi-tappabuchi da parte di alcuni studenti per altri, ma una pratica collettiva che dimostri che l'organizzazione dal basso funziona».

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