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Palazzo popolare a San Siro

Palazzo popolare a San Siro

Case popolari, raffica di denunce di Aler contro le occupazioni abusive

Dopo un'estate "calda" sul fronte delle occupazioni

Una stretta sulle occupazioni abusive di case popolari. Sembra averla decisa l'Aler Milano, almeno sulla carta. Con una "pioggia" di denunce che ora sono sui tavoli della polizia locale.

L'estate del 2014 sarà ricordata - anche - per il boom di occupazioni, con "picchi" anche di una decina al giorno. Tanto che interi quartieri si sono mobilitati, come a San Siro, per chiedere un ripristino immediato di condizioni di legalità. Ma il problema non si è sentito soltanto a San Siro: anche al Lorenteggio-Giambellino, per esempio, la situazione si è fatta incandescente.

L'Aler ha risposto presentando le querele al comando di polizia locale, che poi le ha smistate zona per zona. Sul tavolo della zona 6, per esempio, ce ne sarebbero una settantina. Si parla di interi numeri civici, come via Lorenteggio 178. Nel "calderone", ovviamente, c'è di tutto: per prima cosa gli occupanti per necessità, che in teoria avrebbero una "corsia riservata" con gli assistenti del comune di Milano (anche se spesso accade che venga loro virtualmente assegnato un alloggio, ma poi le chiavi arrivino dopo mesi).

Ma anche gli occupanti che si affidano ai vari racket o alle sentinelle dei palazzi popolari, pronte a segnalare quando un alloggio viene liberato. La "spesa" va da poche centinaia di euro a qualche migliaio. Il risultato è sempre lo stesso: l'alloggio viene "sfondato" (non senza creare danni anche nel pianerottolo) e occupato.

Ora le querele: che vengono vagliate una per una. La polizia locale deve infatti recarsi sul posto e identificare gli occupanti, analizzare lo stato dell'alloggio e distinguere tra chi ha reali necessità abitative e chi no. Ci vorranno quindi mesi di lavoro per smaltire tutto: poi le carte prenderanno la via giudiziaria. E' certamente un modo, per Aler, per "tutelarsi" con un atto dovuto. Ma è già qualcosa.

Nel frattempo un "piccolo" segnale: il 27 settembre un alloggio di via Tracia è stato sgomberato in flagranza, cioè appena dopo essere stato occupato. La flagranza è l'unico modo in cui la polizia può intervenire effettivamente: passata l'occupazione, infatti, diventa necessario un atto della proprietà, cioè del comune o dell'Aler a seconda dei casi. E, stando ai racconti dei comitati di quartiere, questo era proprio l'anello "debole" della catena. Perché l'Aler non mandava per tempo i suoi ispettori.

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