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Ecco perché non si sgomberano le case popolari

Ecco perché non si sgomberano le case popolari

Case popolari: mancano assistenti sociali per sgomberare gli abusivi

Spesso ci si trova di fronte a donne e/o minori: in quel caso occorrono gli assistenti. Che non ci sono

Perché gli occupanti abusivi degli alloggi popolari non vengono subito sgomberati? La domanda è la "chiave" del problema, che - come noto - è esploso nell'estate del 2014 soprattutto in determinati quartieri. Le forze dell'ordine possono intervenire con lo sgombero soltanto in flagranza, altrimenti occorre la presenza di un ispettore del proprietario dell'immobile (Aler o Comune di Milano) e, in molti casi, di un assistente sociale, giacché spesso gli occupanti sono donne con figli o donne incinte. Oppure "piazzano" questi soggetti momentaneamente, in attesa poi di prendersi realmente l'alloggio.

Se la richiesta d'intervento è dunque successiva allo sgombero, la situazione è complicata. A volte gli ispettori dell'Aler non arrivano. Ma spesso sì. Eppure la presenza della proprietà non basta: se sono coinvolti soggetti deboli, le forze dell'ordine hanno bisogno che vi siano anche gli assistenti sociali.

E i rapporti degli ispettori Aler parlano chiaro: nella stragrande maggioranza dei casi, di assistenti sociali neanche l'ombra.

Il comune aveva una convenzione con una cooperativa, dalle 9 alle 16, ma le occupazioni vengono fatte di sera e di notte. E fino al 2013 Aler riusciva a sistemare donne e minori in intesa con i City Angels. Daniela Benelli, assessore milanese alla casa, riferisce al Corriere che è in vista una nuova convenzione con orario "allungato".

Ma non basta: se infatti non si hanno strutture dove accogliere donne e minori, la presenza dell'assistente sociale da sola non fa nulla.

Intanto, nel corso del 2014, le occupazioni riuscite hanno doppiato gli sgomberi in flagranza: 720 contro 398. Numeri che erano invertiti qualche anno fa. Hanno successo invece gli sgomberi su occupazioni già consolidate. Si tratta di interventi concordati con la questura, dopo avere già stabilito in che modo accogliere eventuali occupanti "deboli".

Per ora, Aler ha preso una contromisura: una pioggia di denunce alla polizia locale sulle occupazioni estive.

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