Milano, le case sono occupate e i lavori non possono partire: imprenditore rischia di fallire

La sua azienda dovrebbe effettuare lavori per 800mila euro, ma non può. La storia

Un tentativo (fallito) di sgombero in via Civitali 30

Da quasi due anni i soldi sono lì. I fondi, tanti, sono stati stanziati e sono pronti per essere sbloccati. E invece i lavori non sono mai iniziati e gli oltre 800mila euro sono fermi al palo. 

Rischia di fallire l'azienda di un imprenditore milanese che non può eseguire i lavori per cui dovrebbe essere pagato. La ditta - che si occupa di ristrutturazioni ed edilizia - dovrebbe intervenire nelle scale C e D del condominio al civico 30 di via Civitali ma gli alloggi occupati, ventiquattro su trenta, non sono mai stati liberati e gli operai non sono mai entrati nell'edificio. 

"Rischio la chiusura dopo quasi 40 anni"

Così, racconta Marianna Vazzana su "Il Giorno", l'impresa che si era aggiudicata l'opera - per un valore di oltre 800mila euro - si trova a fare i conti con un buco di bilancio non da poco.   

Il titolare lo scorso febbraio ha deciso di scrivere direttamente ad Aler, proprietaria del palazzo, per far sentire la propria voce.

"Devo elemosinare un mio diritto – le sue parole – perché la mia impresa ha urgente bisogno di iniziare i lavori, altrimenti rischia la chiusura dopo quasi 40 anni di attività". Da febbraio, e da due anni, però nulla è cambiato. 

I tentativi di sgombero in Civitali 30 

Ma quella di via Civitali 30 è una storia lunga, ormai "famosa". A febbraio 2016, la polizia si era fatta vedere sotto il palazzo - molto probabilmente per far partire le operazioni di sgombero - ma gli attivisti del comitato "Abitanti San Siro" avevano immediatamente risposto scendendo in strada ed avevano convinto gli agenti a desistere, come già era successo qualche mese prima. A settembre 2017, invece, erano stato i residenti regolari a reagire, "cacciando" una ragazza di ventitré anni, incinta, che aveva provato a occupare una casa sfitta

Per un appartamento "salvato", però, ne erano - e ne sono - rimasti altri occupati. E della ristrutturazioni di via Civitali 30 si parla ormai da quasi dieci anni. 

Il primo progetto di dieci anni fa 

Un progetto iniziale prevedeva lavori al costo di quasi tre milioni e mezzo di euro nelle scale C, D, E ed F, con mobilità degli inquilini entro il 2007 e conclusione dei lavori entro il 2010. Così, erano state murate le scale E ed F, mentre non era stata portata a termine la mobilità delle scale C e D per la presenza di cinque proprietari e alcuni inquilini che si erano rifiutati di cambiare alloggio. Per questo i lavori non erano mai partiti e gli alloggi rimasti vuoti nelle due scale erano stati occupati. 

Nel 2014 il progetto era stato rifinanziato e diviso in due: un appalto per le scale E ed F e uno per le scale C e D, dal valore di oltre 800mila euro per la rimozione dell'amianto, il rifacimento di facciate e spazi comuni, la ristrutturazione degli alloggi e le finiture.

Le case, però, sono ancora occupate e i lavori non sono mai iniziati. E l'imprenditore - parole sue - "rischia la chiusura dopo quasi quaranta anni". 

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