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L'officina dei summit della 'ndrangheta era un centro di auto rubate

Il sequestro preventivo lunedì mattina da parte della polizia locale. Trovate auto e pezzi di ricambio pronti per essere rivenduti all'est

La presunta "officina della 'ndrangheta" è stata posta sotto sequestro lunedì dalla polizia locale. Lo riporta il "Corriere". L'officina ufficialmente tratta autodemolizioni ed è situata in via Costante Girardengo, a Bruzzano. Secondo gli investigatori, che hanno anche denunciato cinque persone tra cui il titolare, l'officina sarebbe riconducibile al boss Pepé Flachi.

Sarebbe stata sede di summit tra boss della 'ndrangheta e sarebbe anche una centrale di auto rubate, pronte (intere o in pezzi di ricambio) per essere rivendute nell'Europa dell'est. I vigili del nucleo tutela trasporto pubblico si sono trovati di fronte a "mura" fatte di pneumatici, portiere, cofani e altri pezzi di auto, accatastati l'uno sull'altro. E, se non bastasse, una serie di siepi molto fitte e alte.

Circa sessanta i motori trovati nell'officina e risultati rubati. Ma anche altri pezzi di ricambio e intere automobili. Inevitabile la denuncia per ricettazione contro cinque persone, tra cui il 31enne titolare, originario di Vibo Valentia, che secondo le indagini ha acquistato da poco l'officina da Rosa Bandiera, la precedente titolare, madre di Emanuele Flachi, fratello di Pepé. Gli inquirenti sospettano che questa cessione sia stata effettuata per continuare l'attività dell'officina nonostante le condanne e che, quindi, l'attuale titolare possa essere un prestanome della cosca.

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