Giustizia: Ergastolo al palo, gli omicidi se l'erano cavata con 18 anni

Si è concluso così a Milano il processo di primo grado per un giovane sudamericano: una 'altalena' da una pena bassa, negata, al carcere a vita, su decisione del gup con rito abbreviato

In primo grado i presunti assassini di David Stenio Betancourt Noboa, ucciso a Milano il 7 giugno 2009, se l'erano cavata con 18 anni di carcere. Al palo della gang omicida, Adrian Tubetano Pesantes, è invece andata molto peggio: ergastolo. La dura condanna, sempre in primo grado, è il risultato di una "altalena giudiziaria".


In un primo momento, per lui, erano stati chiesti 5 anni: un patteggiamento della difesa di Pesantes che aveva ottenuto il consenso del pm Mario Venditti, ma il "no" del giudice Micaela Curami, lo stesso gup che nel marzo scorso aveva convalidato le condanne con rito abbreviato (con pene comprese tra i 18 anni e 6 mesi e i 16 anni e 10 mesi) per il resto della gang di latinos.


Altro pubblico ministero, altro giudice per l'iter giudiziario di Pesantes: il pm Maurizio Ascione ha riconfigurato l'accusa per il palo, definendola in "omicidio volontario" con le aggravanti della premeditazione e dei motivi futili e abietti, senza attenuanti generiche. Condanna: ergastolo. Il "nuovo" giudice Andrea Salemme ha accolto l'accusa e ha convalidato l'ergastolo, ma con lo sconto pena previsto dal rito abbreviato si tradurrebbe in carcere a vita ma senza l'isolamento diurno. Adesso si dovrà passare all'Appello.

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