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La scientifica sul luogo del delitto (foto Gemme)

La scientifica sul luogo del delitto (foto Gemme)

Tre sparatorie in un anno, Settimo ha paura. Il sindaco: "Nessun disegno criminale"

Tremano i cittadini di Settimo Milanese: "Quando sentiamo le sirene abbiamo sempre il timore che si sia verificato un agguato"

Cambiano i luoghi, ma a Settimo Milanese si continua a sparare. In un anno si sono verificati tre fatti di sangue. A marzo due carrozzieri sono stati gambizzati sul cancello della loro officina, a giugno Andrea Malcotti è stato freddato sotto casa. Martedì 19 novembre alcuni malviventi hanno sparato in via Sabin uccidendo Franco Cangini e ferendo suo figlio Igor.

La città ha paura. “Quando sentiamo le sirene abbiamo sempre il timore che si sia verificato un agguato”, ci dice un cittadino. “Quello che succede in questi casi — ha dichiarato Massimo Sacchi, sindaco di Settimo — trova come cornice una città piuttosto che un’altra. Indubbiamente c’è una situazione in cui questi fatti si sono ripetuti nella mia città e portano ad elaborare delle teorie che mettono in discussione le politiche alla sicurezza”, ma secondo il primo cittadino non è il caso di fare demagogia: “Credo che tutte le amministrazioni avrebbero difficoltà a dare risposte ai cittadini che vorrebbero, come noi amministratori, che fatti di questa natura non accadessero”.

Nessuno, se non le telecamere di video-sorveglianza, avrebbe visto nulla. “Lavoravano qui di fianco e avevano la loro vita — riferisce una donna che vive accanto al capannone dei Cangini —. Non ho sentito niente, solo le sirene delle ambulanze, ma pensavo che venissero dalla strada di fronte”.

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Tutti fatti di sangue che si sono consumati a Settimo Milanese non sarebbero collegati da nessun fil rouge criminale. Questo è quanto sostiene il primo cittadino di Settimo: “Se uno vuol mettere insieme, come si fa ne La Settima Enigmistica “Unite i puntini viene fuori il disegno”, in realtà io credo che “unendo i puntini” non venga fuori proprio nessun disegno”.

“Ho sempre vissuto a Settimo Milanese e non ho mai visto una situazione del genere”, ci racconta un pensionato accorso sul luogo del delitto in mattinata. Cerchiamo di porgli qualche domanda, lui si defila. Gira i tacchi e si allontana dicendoci: “Qui manca lo Stato”. 

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