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Cronaca

Omicidio a Cernusco: arrestato il compagno di Gabriella, la donna trovata morta in una cava

Insieme a Mario Marcone, che ha confessato, è stato arrestato un suo amico. Il punto

"L'amore è bello solo se vero amore". Scriveva così sulla propria pagina Facebook Gabriella Fabbiano, la donna di quarantatré anni uccisa con un colpo di pistola e poi gettata in una cava a Cernusco Sul Naviglio. Ma sarebbe stato proprio il 'suo amore' - ossia l'ultimo compagno, Mario Marcone - ad ucciderla in preda ad una crisi di gelosia. L'uomo, un operatore ecologico residente a Pioltello, ha confessato dopo l'arresto, avvenuto nella serata di mercoledì.

Cadavere in una cava a Cernusco

I carabinieri del Nucleo investigativo di Monza, con quelli di Cassano d’Adda, coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e dal sostituto procuratore Francesco Cajani, hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto.

A dare agli investigatori la certezza che le prime ipotesi fossero vere, sono stati gli esiti degli accertamenti dei Ris di Parma. Dopo un'attenta analisi dell'auto di Marcone, i militari del Ris hanno individuato all’interno alcune tracce ematiche. Il successivo sopralluogo nella sua abitazione ha consentito di evidenziare ulteriori tracce di sangue - "inconfutabilmente riconducibili alla vittima" - nella camera da letto.  

VIDEO | CARABINIERI INCASTRANO MARCONE

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Incastrato, Marcone ha ammesso le proprie responsabilità nel corso dell’interrogatorio davanti al pm titolare delle indagini ed al proprio legale. Stando al suo racconto, Gabriella - che aveva un matrimonio finito alle spalle e due figli - è stata ammazzata il trenta novembre, all'interno della propria abitazione. Dopo una pesante lite, l'uomo le ha sparato un colpo di pistola letale in testa. Il cadavere della donna è rimasto lì e solo alcuni giorni dopo è stato occultato. 

Per disfarsi della salma della 'povera' vittima, Marcone avrebbe coinvolto un amico: Fabrizio Antonazzo, un sessantenne di Cernusco. Effettivamente, fin dalle prime battute, per i carabinieri della stazione di Cernusco il trasporto del cadavere - che era avvolto nel cellophane e legato a dei masselli di cemento per evitare che tornasse a galla - non poteva essere stato opera di una sola persona.

Ora Marcone - che in passato era stato due anni in carcere per aver cercato di investire con l'auto la propria ex - è indiziato di delitto per omicidio, concorso in porto illegale d’arma da fuoco e concorso in soppressione di cadavere. Le accuse per Antonazzo - escluso l'omicidio - sono le stesse, oltre il favoreggiamento personale. Giustizia sembra fatta per Gabriella, tristemente condannata a morte da un amore "falso" e "imbruttito". 

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