Omicidio Cinisello, l'interrogatorio: "Gioco erotico finito male"

E' durato circa due ore il nuovo interrogatorio di Antonio Giordano, l'uomo accusato di aver seviziato e ucciso una prostituta romena il cui cadavere. La versione rimane del gioco erotico finito male

E' durato circa due ore il nuovo interrogatorio di Antonio Giordano, l'uomo accusato di aver seviziato e ucciso una prostituta romena il cui cadavere è stato rinvenuto nel suo garage a Cinisello Balsamo, nel Milanese. Il muratore 44enne non avrebbe però, a quanto si apprende, fatto nuove ammissioni.

La versione opposta l'altro ieri al pm Franca Macchia sarebbe stata ancora quella del gioco erotico estremo, tra persone consenzienti, scappato di mano e finito tragicamente. Il magistrato si è presentato verso le 12 al carcere di Monza dove Giordano è rinchiuso da mercoledì scorso. Due ore di faccia a faccia durante il quale l'uomo, accusato di omicidio volontario, non ha dato seguito alla promessa di ulteriore collaborazione fatta al gip Maria Rosaria Correra durante l'interrogatorio di garanzia di sabato scorso in cui fece alcune parziali confessioni.

Giordano è rimasto fermo sulla sua versione (ha escluso di essere un serial killer e l'omicidio sarebbe stato un tragico incidente) e non avrebbe aiutato a chiarire i punti del suo racconto che ancora non convincono. Le risposte allora potrebbero arrivare dagli esami scientifici, confidano gli investigatori che aspettano ancora i risultati definitivi dell'autopsia. L'esame autoptico dovrà ad esempio dare risposte certe sulla causa della morte di Gianina Viorica Ganfalianu (se è stata strangolata per il cappio che aveva intorno al collo o dalla morsa delle mani dell'assassino o infine se soffocata dal nastro adesivo che le tappava la bocca e in parte il naso) e sull'orario del decesso (Giordano afferma infatti di aver portato la donna nel suo garage la notte tra martedì e mercoledì, mentre i sospetti degli investigatori la anticipano di 24 ore).

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Per consegnare nuovi elementi alle indagini, venerdì mattina torneranno nel box trasformato in alcova gli uomini del Ris di Parma che hanno già setacciato il garage di vicolo Villa Rachele lunedì. Questa volta i militari raccoglieranno le eventuali tracce di sangue e dna (anche di vecchia data) fatte emergere da un reagente che le 'riporta alla luce' a distanza di 72 ore.

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