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Omicidio nel comasco: sparano ad un ciclista, muore in ospedale

E' giallo nel comasco. Un uomo di 40 anni è morto in ospedale dopo essere stato centrato da diversi proiettili mentre pedalava sulla sua bici a Domaso, zona dell'Alto Lago di Como

E' giallo nel comasco. Un uomo di 40 anni, Alfredo Sandrini, è morto in ospedale dopo essere stato centrato da diversi proiettili mentre pedalava sulla sua bici a Domaso, zona dell’Alto Lago di Como.

Aveva trascorso la serata in un bar e stava tornando a casa in bicicletta Sandrini, falegname di 40 anni di Sorico, perché aveva l'obbligo di rientrare a casa per le 23. Una conseguenza dei suoi precedenti penali per furto. Ma in un punto ancora imprecisato e in circostanze ancora non chiarite, qualcuno gli ha sparato venerdì alle 22 lungo la pista ciclabile che da Domaso porta a Sorico, nella zona dell'alto lago di Como. Forse è stato qualcuno che lo attendeva a piedi o che gli si è accostato in macchina in uno dei pochi punti in cui la pista corre parallela alla statale.

Ancora non si sa. Fatto sta che l'assassino, o gli assassini, gli hanno esploso contro almeno quattro colpi di piccolo calibro che lo hanno raggiunto al torace e all'addome. Sandrini, nonostante le ferite ha proseguito a pedalare verso casa, dove vive con il fratello, ma dopo un paio di chilometri è caduto, a Gera Lario, località Cinque Case. Una donna lo ha notato dalla finestra e ha chiamato i soccorsi. Lui era cosciente, ma non ha detto nulla di quello che gli era successo, tanto che l'uscita del 118 alle 22.04 è stata effettuata per "incidente stradale-caduta da bici". Le ferite d'arma da sparo sono state notate soltanto al pronto soccorso dell'ospedale di Gravedona.

Le condizioni dell' uomo sono poi rapidamente peggiorate e Sandrini è morto durante la notte. Il delitto presenta al momento poche certezze e molti lati oscuri. A partire dal movente, per finire alle modalità e al luogo stesso dell'aggressione, che i carabinieri di Menaggio non sono ancora riusciti a individuare. Le modalità fanno pensare a un agguato da regolamento di conti, anche se i precedenti penali della vittima non sembrano tracciare un profilo criminale di particolare rilievo. Nel 2009 Sandrini era stato arrestato a Mantello, in Valtellina: aveva rubato un Apecar e con quello era andato a rubare un videopoker in un bar. Era stato però arrestato e condannato a un anno e otto mesi.

Attualmente era in affidamento ai servizi sociali e aveva l'obbligo di rientrare a casa alle 23. D'altra parte l'avere taciuto ai soccorritori degli spari, fa pensare che immaginasse il motivo dell'aggressione e magari conoscesse pure chi ha sparato. Nemmeno in ospedale è stato chiaro: ai sanitari avrebbe solamente riferito in maniera confusa di essere stato ferito da petardi. Ora i carabinieri stanno ricostruendo i suoi movimenti delle ultime ore e interrogando parenti e conoscenti.

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