Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Uccise la compagna e tentò di togliersi la vita: condannato a 23 anni di carcere

Il tragico fatto nel settembre 2019. Aumentata la richiesta del pubblico ministero

Repertorio

E' stato condannato a 23 anni di reclusione (uno in più della richiesta del pm) Carmelo Fiore, il 46enne accusato di avere ucciso la compagna, la 26enne Charlotte Akasso Yapi, in seguito ad una lite in casa, a Pozzo d'Adda (Milano). Il fatto avvenne il 24 settembre 2019. La Corte d'Assise di Milano, presieduta da Ilio Mannucci Pacini, ha disposto alcune pene accessorie: l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la libertà vigilata per tre anni dopo l'espiazione della pena.

I giudici hanno anche disposto il pagamento di una provvisionale di risarcimento di 200 mila euro ai due figli minorenni della vittima, 50 mila euro all'ex marito e 10 mila euro a testa al padre, alla madre e ai due fratelli, per un totale di 290 mila euro. Il pm Maura Ripamonti aveva chiesto 22 anni idi ireclusione, riconoscendo le attenuanti generiche e le aggravanti dei futili motivi e della relazione affettiva tra il reo e la vittima. Il legale di Fiore aveva puntualizzato che i futili motivi, a suo dire, non esistevano e che la relazione sentimentale era terminata.

L'omicidio e il tentato suicidio 

Il 24 settembre 2019 l'uomo, nel pieno della notte, telefonò all'ex moglie dicendole di avere fatto una "stupidaggine" e di volersi togliere la vita. La donna, allarmata da quella telefonata, chiamò il 112 per chiedere aiuto. I carabinieri e i sanitari del 118 si precipitarono nell'appartamento di Pozzo d'Adda, preso in affitto dalla vittima, e trovarono la 26enne già deceduta e lui in gravi condizioni con un coltello conficcato nel torace. Secondo la ricostruzione del Ris, l'uomo aveva strangolato a morte la sua fidanzata e poi aveva cercato di togliersi la vita.

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