rotate-mobile
Cronaca

Omicidio Crescenzago, versioni discordanti tra i vigili

La vittima aveva due figli piccoli, di 5 e 7 anni. Era clandestino. Non è stata trovata nessuna pistola: forse uno dei fuggitivi ne aveva una giocattolo

La vittima dell'inseguimento di lunedì a Crescenzago, Marcelo Valentino Gomez Cortes, 28enne, ucciso per un colpo di pistola esploso da un vigile urbano, aveva moglie e due figli piccoli, di 5 e 7 anni. Non viveva però con la famiglia. Nullafacente, aveva a proprio carico diversi reati contro il patrimonio. Sembra che fosse estraneo alla rissa segnalata tra stranieri nella zona.

L'auto sulla quale viaggiava (pare) con un'altra persona, che ha targa spagnola (accertamenti sono in corso anche con le autorità iberiche), è stata infatti intercettata dai vigili al ritorno, dopo cioé che, giunti sul luogo della segnalazione della rissa, non avevano trovato nessuno. Potrebbe quindi essersi trattato di una semplice casualità.

I vigili a bordo dell'auto (quattro in borghese) fanno parte del cosiddetto Nucleo operativo della Zona Centro, e operano in corso Buenos Aires nel servizio antiabusivismo e hanno deciso di intervenire per via della vicinanza al luogo della rissa segnalata. Le versioni dei quattro, secondo indiscrezioni, non sarebbero perfettamente concordanti. Sulle loro deposizioni la Squadra mobile si è trincerata dietro un 'no comment'.

Alessandro Amigoni, il vigile indagato, è da poco entrato nella Polizia locale di Milano, ed é stato aggregato al Nucleo operativo dove servono persone decise anche per le frequenti colluttazioni che avvengono con gli ambulanti. Secondo chi lo conosce ha la passione per le armi e le squadre speciali della polizia ed è descritto come ma "determinato, non esaltato".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Omicidio Crescenzago, versioni discordanti tra i vigili

MilanoToday è in caricamento