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Cronaca

Morto durante arresto, i quattro poliziotti saranno processati

L'uomo morì dopo una serie di percosse durante un controllo di polizia in via Varsavia. Grande soddisfazione dalla famiglia. L'accusa è di omicidio preterintenzionale

Il gup di Milano Alfonsa Ferraro ha rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio preterintenzionale i 4 poliziotti che avrebbero percosso "ripetutamente" nel corso di un arresto a Milano (in via Varsavia) il 30 giugno 2011 Michele Ferrulli, quando era già "immobilizzato a terra". L'uomo, manovale, facchino, di 51 anni, quella sera morì per arresto cardiaco.

Il giudice ha riqualificato l'ipotesi di reato da cooperazione in omicidio colposo ad omicidio preterintenzionale, rinviando direttamente gli agenti davanti alla corte d'assise. Il processo per loro inizierà il prossimo 4 dicembre prossimo. Il pm Gaetano Ruta aveva chiesto il rinvio a giudizio affermando che i poliziotti avevano "ecceduto i limiti del legittimo intervento". Secondo il pm i poliziotti avrebbero agito con "negligenza, imprudenza e imperizia": avrebbero in particolare ingaggiato una inutile colluttazione con l'uomo, percuotendolo ripetutamente "pur essendo in evidente superiorità numerica", anche con "corpi contundenti".

Michele Ferrulli muore durante arresto

La famiglia Ferrulli ha espresso grande soddisfazione. "E' un ottimo inizio", ha affermato Domenica, la figlia di 27 anni. E il legale della famiglia ha sostenuto che "i sette o nove colpi, mentre Ferrulli chiedeva aiuto, rappresentano un'attività dolosa che non può trovare nessuna giustificazione nell'esercizio dei compiti di polizia". Il legale ha anche fatto notare che, se fosse già introdotto nell'ordinamento italiano, come nel diritto internazionale, ci sarebbero anche gli estremi per il reato di tortura.

 

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