Omicidio a Motta Visconti: uccisi madre e due figli

È successo nella notte tra sabato e domenica. I corpi senza vita sono stati trovati dal marito. I tre sarebbero stati accoltellati

Sul caso indagano i carabinieri: la via

Triplice omicidio in provincia di Milano. Una donna di 38 anni, Cristina Omes, e i due figli, una bimba di 5 anni e un maschietto di 20 mesi, sono stati trovati morti, con delle ferite compatibili con un'arma da taglio, nella notte tra sabato e domenica in una villetta di via Ungaretti a Motta Visconti, comune alle porte di Milano. A scoprire i corpi privi di vita è stato il Carlo Lissi, marito della 38enne, rientrato in casa dopo aver visto la partita della nazionale a casa di amici. L'uomo, nella notte tra domenica e lunedì, è stato fermato con l'accusa di triplice omicidio (La confessione dell'uomo).

Sul corpo della donna — ritrovato nel soggiorno, lontano dai figli: nella «zona notte» dell'abitazione — sono stati ritrovati segni di aggressione. Nelle prime ore dopo la macabra scoperta Lissi, era stato ascoltato dai carabinieri. Poi, nella tarda mattinata di domenica aveva lasciato la caserma, senza provvedimenti a suo carico, ma nella notte è stato fermato. Sulla porta di ingresso della villetta — secondo alcune indiscrezioni — non sono stati trovati segni di effrazione. La scientifica, inoltre, non avrebbe trovato l'arma del delitto, presumibilmente un coltello.

Le indagini. Nel primo pomeriggio di domenica sembrava che gli inquirenti avessero accantonato l’ipotesi di una rapina finita male. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, gli investigatori avrebbero fatto dietrofront, escludendo contestualmente l'ipotesi di un duplice omicidio suicidio. Alcuni vicini di casa avrebbero sentito alcune urla prima dell’inizio del match tra Italia e Inghilterra.

Nella prima serata di domenica è trapelato che i militari avevano trovato la cassaforte della villetta aperta e svuotata dei contanti che conteneva, una «cifra di poco conto», secondo quanto era emerso. Ma il forziere, come la porta di ingresso dell'abitazione, era privo di segni di effrazione. La cassaforte aperta e «ripulita», quindi, poteva essere anche una messa in scena. Nel corso della notte tra domenica e lunedì i carabinieri hanno abbandonato la pista della rapina, concentrandosi su un ambito più privato. 

Carlo e Cristina si erano sposati nel 2008. Cristina era conosciuta da tutti poiché originaria del paese, dove lavorava come impiegata in una agenzia di assicurazioni. Frequentava l’oratorio e prima della nascita del secondo figlio faceva la volontaria in Croce Rossa. Il marito, invece, lavora a Milano. Secondo testimonianze di persone vicine, si trattava di una famiglia felice. Chi li conosceva sostiene che nulla facesse pensare a qualcosa che non andasse per il verso giusto.

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