Egiziano scomparso ad agosto: il capo è indagato per omicidio volontario

Inverosimile fin dalle prime battute dell'indagine l'ipotesi di una fuga volontaria dell'uomo

L'operaio scomparso ad agosto (Foto Corriere)

Un imprenditore milaese, Daniele C., è indagato per omicidio volontario: la procura di Milano lo accusa di avere ucciso un suo operaio egiziano di 61 anni (Ibrahim Abdou Abdou Akl, detto Magdi) di cui, dal 2 agosto del 2017, non si sa più nulla. Lo riferisce, sul Corriere, Luigi Ferrarella. L'operaio, secondo le indagini della squadra mobile diretta da Lorenzo Bucossi, non aveva alcuna macchia né vizi: lavorava tutto il giorno nella fabbrica in cui vengono recuperate le cassette di legno avanzate dai mercati generali e spediva in patria i soldi che non gli servivano per mantenersi a Milano.

Agosto 2017: operaio scomparso nel nulla, ipotesi omicidio

Secondo quanto viene riportato, tra l'altro, in Egitto la sua è una famiglia di tutto rispetto che comprende un parlamentare e due magistrati. Peraltro aveva lasciato nella sua abitazione di via Ravenna, la stessa zona in cui lavorava, tutti i suoi effetti personali, tra cui il permesso di soggiorno, il passaporto e il bancomat. Davvero difficile ipotizzare una fuga volontaria con questi presupposti. 

L'accusa sostiene che la sera della sparizione c'è un solo telefono cellulare che risulta localizzato in azienda: quello dell'imprenditore. Che gestisce la fabbrica insieme al padre. Quanto al movente, non ne è stato individuato uno "certo", ma le indagini si sono focalizzate sulla richiesta di un trattamento di fine rapporto, da parte dell'operaio, di 100 mila euro, che voleva dimettersi e tornare a vivere in Egitto, mentre l'azienda era intenzionata a riconoscergliene 25 mila. 

La difesa contesta però tutto quanto. Anzitutto che il contenzioso avrebbe portato a litigi e incomprensioni. Tutt'altro, secondo il legale dell'imprenditore, che ricorda che gli avvocati delle due controparti si stavano parlando per tentare di raggiungere un accordo. Non solo, ma la cella del telefono non localizzerebbe con precisione la fabbrica. Insomma, l'imprenditore avrebbe potuto trovarsi anche da un'altra parte. 

Del caso di Magdi si era occupato anche Chi l'ha Visto. I familiari non avevano mai creduto che fosse scomparso volontariamente e avevano puntato l'indice contro l'ambiente lavorativo, riferendo tra l'altro che si erano recati in azienda per avere notizie ma un anziano operaio aveva loro risposto che si trovava in un non meglio definito ospedale, anche se poi negli ospedali milanesi non c'era traccia di lui. 

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