Pietro Sanua, ucciso dalla 'ndrangheta 25 anni fa: riaperte le indagini

L'inchiesta era stata archiviata fin dal 1995, pochi mesi dopo l'omicidio avvenuto a Corsico

Un momento della fiaccolata per Pietro Sanua (foto Fb)

C'è un omicidio insoluto di mafia nel territorio milanese. E' quello di Pietro Sanua, fruttivendolo, ucciso a 46 anni il 4 febbraio 1995 a colpi di fucile mentre si recava al mercato di Corsico, sotto gli occhi del figlio Lorenzo, all'epoca poco più che ventenne. Il caso non è mai stato risolto, un processo non è mai stato celebrato. Almeno finora. Perché la notizia, arrivata proprio nei giorni in cui ricorre il 25esimo anniversario dell'omicidio, è che la procura di Milano ha riaperto le indagini. 

Lo ha raccontato proprio il figlio Lorenzo, durante l'ormai tradizionale fiaccolata che si svolge a Corsico per ricordare la figura del padre, senza tuttavia aggiungere dettagli sui nuovi elementi che hanno fatto risvegliare l'interesse dei magistrati nei confronti di questa brutta storia, che non fa onore a Milano e al suo hinterland.

Sanua, da garzone a sindacalista degli ambulanti

Sanua era un uomo semplice, figlio di un'epoca che appare lontanissima dalla nostra. Nato a Lavello, nella Daunia potentina, nel 1948, si trasferì tredicenne a Milano da una zia e lavorò in panetteria e in un supermercato finché, a 23 anni, acquistata una bancarella e affittata una licenza, cominciò a girare i mercati per vendere frutta e verdura. Abitava a Cisliano. S'impegnò presto nel sindacato (l'Anva, Associazione nazionale venditori ambulanti di Confesercenti) e divenne il responsabile delle assegnazioni dei posti mercatali a Buccinasco, Corsico e Quarto Oggiaro.

Quando fu al vertice provinciale dell'Anva si occupò di varie questioni che s'intrecciavano con i forti interessi della 'ndrangheta, come il sorteggio dei fiori per le fiere e le graduatorie delle postazioni fuori dai cimiteri, facendo venire allo scoperto il racket dei fiori all'Ortomercato e un sistema estorsivo che coinvolgeva anche funzionari del Comune di Milano e della polizia annonaria.

Le minacce e l'omicidio

Ricevette minacce ma non smise di occuparsi di questioni scomode e, nel 1994, caldeggiò la fondazione anche a Milano di Sos Impresa, nata a Palermo dopo l'omicidio dell'imprenditore Libero Grassi, che si era rifiutato di pagare il pizzo alla mafia e lo aveva pubblicamente denunciato.

L'omicidio avvenne a Corsico vicino al mercato di via Di Vittorio il 4 febbraio 1995. Sanua era alla guida del suo furgone. Una Fiat Punto si accostò dopo una inversione a U e dalla vettura partì un colpo di fucile all'indirizzo dell'uomo, che si accasciò sul volante morendo poco dopo l'arrivo dei sanitari del 118. Pochi mesi dopo le reti di malaffare che coinvolgevano anche il settore commercio del Comune di Milano e la polizia annonaria vennero alla luce; ma l'indagine per l'omicidio fu archiviata ad agosto dello stesso 1995, perché non erano venuti alla luce sufficienti elementi utili per identificare i responsabili o, comunque, per ulteriori indagini preliminari.

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Da quel momento l'indagine non fu mai più ripresa, fino alla bella notizia data dal figlio Lorenzo in questi giorni. Negli anni furono avanzate due possibili ipotesi: un litigio, poco tempo prima dell'omicidio, con il marito di una venditrice ambulante della famiglia Morabito della 'ndrina di Oppido Mamertina; e le denunce di Sanua sulle graduatorie delle postazioni cimiteriali per la vendita di fiori nella provincia di Milano. Queste e altre ipotesi non furono mai del tutto approfondite visto che le indagini si fermarono quasi subito.

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