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Omicidio Procacci, condannato a 30 anni il fratello della donna

Oggi il gup di Milano ha condannato, con il rito abbreviato, Pasquale Procacci a 30 anni di galera per l'omicidio della sorella Maria Teresa, uccisa ad aprile del 2009

Condanna a 30 anni di galera per Pasquale Procacci, dichiarato oggi dal gup di Milano con rito abbreviato. Pare che sia il modello educativo ricevuto dal padre il movente che ha spinto Pasquale Procacci a compiere l'efferato omicidio della sorella Maria Teresa, secondo quanto è stato riferito prorpio dall'imputato, che aveva inculcato loro “una idea del tutto e della famiglia”.

Il fatto avvenne il 28 aprile del 2009 quando la donna, una ricca vedova milanese, fu trovata morta e seminuda nella sua auto in Viale Sarca, dove fu poi ritrovato il dna del fratello. La donna, spiega il gup Marina Zelante nelle motivazioni, "era sicuramente poco oculata nella gestione delle sue risorse finanziarie e facilmente avvicinabile da persone prive di scrupoli interessate al solo denaro dalla stessa posseduto". Nella condotta della sorella "l'imputato - scrive il gup - percepisce, dunque, non solo il rischio di un progressivo depauperamento di una solidità economica" accumulata dalla famiglia negli anni, "ma intravede una minaccia per l'unitàdel patrimonio e la sua continuità in ambito familiare". Il patrimonio "in sostanza, è della famiglia Procacci e tale deve restare nelle intenzioni dell'imputato".

Secondo il gup l'educazione familiare influisce molto sul movente dell'imputato, perchè sin da piccoli i due fratelli erano stati educati ad una condivisione di tutte le risorse economiche, ad una oculata gestione del danaro e ad una relativa destinazione alle società del patrimonio familiare.
 

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