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A processo per l'omicidio del figlio, cerca di scaricare parte della colpa sull'ex compagna

Aliza Hrusic è accusato di aver ucciso il figlio Mehmed, trovato morto in via Ricciarelli a Milano il 22 maggio 2019

Si è contraddetto più volte, ha intervallato le sue risposte con diversi "non ricordo" e poi ha cercato di scaricare parte della responsabilità anche sulla sua ex compagna Aliza Hrusic, il 26enne a processo per l'omicidio del piccolo Mehmed, suo figlio di due anni morto in via Ricciarelli a Milano il 22 maggio 2019.

"Quella notte lo picchiava anche lei, lo picchiava forte — ha detto l'uomo in aula nella giornata di martedì 13 aprile —. Mi sono preso io tutta la colpa, ma io non lo picchiavo forte, lo prendevo a schiaffi perché mia moglie diceva di farlo". Le frasi sono state pronunciate davanti ai giudici del tribunale di Milano e all'ex compagna, presente in aula e parte civile nel processo. Hrusic ha provato a scrollarsi di dosso le responsabilità per un delitto aggravato dall'avere adoperato "sevizie" e dall'avere agito "con crudeltà verso il bambino, per motivi futili consistiti nel fatto che il piccolo, lasciato senza pannolino, si fosse sporcato".

La sua ricostruzione

Hrusic ha poi ribadito la sua versione dei fatti. Quella notte "eravamo in casa io, mia moglie e i miei figli. Alle 9 abbiamo cenato con i miei figli, poi dopo cena mia moglie ha preso le bambine per andare a dormire e nel soggiorno sono rimasto io e mio figlio che stava dormendo. Avevo assunto hashish, il fumo mi dava delle paranoie nei confronti di mio figlio, il cervello mi diceva di picchiarlo, ma a me non mi andava di fargli tanto male. Lo picchiavo sulle braccia e sul corpo, non sul viso, ma cercavo di non fargli tanto male", ha raccontato in aula. Quella sera il piccolo "Stava dormendo sul divano e neanche io so perché l'ho svegliato".

L'autopsia sul corpo del piccolo

La morte del piccolo Mehmed, secondo l'autopsia, sarebbe stata causata da una frattura alla testa. Durante l'esame, tuttavia, furono trovati diversi lividi su tutto il corpo con tanto di emorragie interne, fratture, costole rotte, oltre a morsi, bruciature di sigarette e ustioni ai piedini. Tutte sevizie che sarebbero state effettuate dall'uomo, secondo l'accusa.

Hrusic, incalzato dall'accusa, ha cercato di minimizzare le proprie responsabilità

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