Cronaca Fiera / Via Filippo Carcano

Uccise il compagno con una katana: condannata a 12 anni

La corte d'assise derubrica a preterintenzionale l'omicidio. La donna ha sempre dichiarato di non voler uccidere e lei stessa aveva chiamato i soccorsi

Mauro Sorboli, la vittima

Sabato 26 marzo 2016, durante una delle tante liti con il compagno quarantenne Mauro Sorboli, la quarantaquattrenne Valentina Aguzzi afferrò una katana e sferrò un colpo contro l'uomo, uccidendolo nel loro appartamento di via Filippo Carcano 5, in zona Fiera. Ora la donna è stata condanata a dodici anni di reclusione dalla corte d'assise, che ha derubricato il reato da omicidio volontario a preterintenzionale. Il pubblico ministero Silvia Arduini aveva chiesto la condanna a due anni in più.

La corte ha concesso all'Aguzzi le attenuanti generiche, equivalenti all'aggravante dell'uso dell'arma. Secondo quanto ricostruito, la donna durante il litigio avrebbe minacciato di togliersi la vita e poi avrebbe lanciato la katana addosso al compagno, ferendolo al femore in modo estremamente grave. Poi lei stessa ha chiamato i soccorsi ed è stata arrestata dalla polizia, intervenuta sul posto.

Durante l'interrogatorio di garanzia, l'Aguzzi ammise il gesto ma dichiarò di non avere avuto affatto l'intenzione di uccidere. Spiegò al gip di avere prima rivolto verso di sé l'arma, minacciando di togliersi la vita, e poi di averla lanciata contro il compagno rendendosi conto che la minaccia non aveva sortito effetto. Il fatto era avvenuto nel primo pomeriggio ma i due stavano litigando da ore. Secondo il racconto dell'Aguzzi, l'uomo era in stato di ebbrezza e aveva preso a schernirla di continuo.

Il racconto è risultato sostanzialmente credibile. Il pm ha ritenuto di portare la donna al processo con l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, ovvero l'imputata, lanciando la katana, avrebbe accettato le conseguenze mortali del gesto, mentre la difesa ha puntato sull'omicidio preterintenzionale evidenziando la mancanza dell'intenzione di uccidere. La corte ha aderito all'interpretazione della difesa, che comunque presenterà ricorso in appello.

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