Cronaca Via Napoli, 47

Omicidio suicidio a Cassina: così Giulio ha ucciso Teresa, poi si è accoltellato al petto

L'uomo lunedì mattina avrebbe dovuto incontrare uno psicologo. Dopo l'appuntamento, saltato, ha ucciso sua moglie e si è tolto la vita. I due corpi sono stati trovati dalla figlia

Giulio e Maria Teresa

A quell’appuntamento lui ci era andato. Forse, nessuno può dirlo, nella testa aveva già in mente il suo folle piano, ma aveva accettato di parlare con uno psicologo del centro psico sociale di Gorgonzola. Per un ritardo, però, ha rinunciato a quell’incontro e, una volta a casa, ha pagato il conto ai suoi “demoni”.  

Era depresso Giulio Carafa, il quarantacinquenne che lunedì pomeriggio ha ucciso sua moglie - la quarantenne Maria Teresa Meo -, prima di togliersi la vita. Teatro della tragedia è stata la casa della coppia, un appartamento in un condominio di via Napoli a Cassina de’ Pecchi. 

A trovare i corpi delle due vittime, verso le cinque di lunedì pomeriggio, è stata la figlia tredicenne di Giulio e Teresa, mentre l’altra bimba - una piccola di soli otto anni - era da una zia. La ragazzina, dopo aver visto mamma e papà a terra, è corsa dai vicini chiedendo aiuto, ma per loro non c’era già più nulla da fare. 

Secondo i primi indizi raccolti dai carabinieri, a sferrare i colpi mortali sarebbe stato proprio Giulio, operaio alla Star di Agrate. Con un coltello da cucina, poi trovato vicino ai corpi, l’uomo avrebbe colpito la moglie ai fianchi e alle braccia. Quindi, sicuro di averla ammazzata, ha puntato il coltello contro il proprio petto e si è tolto la vita. 

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