Omicidio a Pozzo D'Adda: ragazza 26enne trovata morta in casa, ferito grave il compagno

L'uomo avrebbe chiamato prima l'ex moglie per annunciarle quanto stava per fare: inutile l'arrivo del 118 e dei carabinieri. La nuova compagna dell'uomo era già morta e lui era ferito

Repertorio

Una donna di 26 anni, Charlotte Akasso Yapi, morta, senza apparenti segni di violenza, e un uomo 45enne, Carmelo Angelo Fiore, trovato con un coltello conficcato sul petto, e in gravissime condizioni. E' la tragica scena che i soccorritori del 118 e i carabinieri hanno trovato in un appartamento in via Paolo Emilio Taviani a Pozzo D'Adda, nel Milanese.

La telefonata disperata all'ex: “La uccido e mi faccio fuori”

A condurli sul posto, all'alba di martedì, è stata la telefonata disperata al 112 di una donna, la ex compagna dell'uomo ferito. La donna, stando a quanto appreso da MilanoToday, avrebbe riferito che l'ex marito l'aveva chiamata pochi minuti prima per annunciarle la sua voglia di farla finita. L'uomo, stando alla prima ricostruzione delle autorità, si sarebbe sfogato con la donna svelandole le sue intenzioni suicide. Ma aggiungendo in maniera confusa che, prima di farsi fuori, voleva uccidere la nuova compagna. Anche se probabilmente già lo aveva fatto.

Pozzo D'Adda, donna trovata morta

La corsa disperata di ambulanze e militari, a quanto pare, è stata vana. Al loro arrivo nell'abitazione presa in affitto dalla 26enne, attorno alle 4.30, la giovane -  della Costa D'Avorio - era già cadavere mentre l'uomo giaceva in una pozza di sangue. Ora lui, un cittadino italiano, originario di Cinisello Balsamo, è stato trasportato in codice rosso all'ospedale di Bergamo dagli operatori dell'Azienda regionale emergenza urgenza. Non è in pericolo di vita.

Omicidio suicidio a Pozzo D'Adda

Benché la donna non presentasse segni evidenti di violenza, l'ipotesi principale resta quella dell'omicidio-tentato suicidio. La ragazza, stando a quanto rivelato dagli investigatori, sarebbe morta presumibilmente per soffocamento. Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Cassano D'Adda, guidati dal capitano Giuseppe Verde. 

La situazione familiare, il killer e la vittima

Le liti tra i due, secondo quanto rivelato dai carabinieri, erano diventate una consuetudine nell'ultimo periodo. Nei registri delle forze dell'ordine ci sono infatti un paio d'interventi: il primo a settembre del 2018 e l'ultimo pochi giorni prima dell'omicidio. Nella prima occasione è l'uomo a denunciare la donna perché gli avrebbe fratturato un dito durante una lite. Al termine della violenta discussione anche la 26enne era finita in ospedale con dieci giorni di prognosi. Pochi giorni dopo l'uomo ritira la querela mentre lei decide di non denunciarlo.

A inizio settmbre del 2019, pochi giorni prima della decisione fatale, i carabinieri sono intervenuti per una lite tra i due. In quel caso la 26enne aveva riferito - senza mai denunciare - che il compagno le aveva tirato i capelli con violenza. Così, passano pochi giorni e questa volta a chiamare è lui. E lo fa nel cuore della notte, all'ex moglie, madre dei suoi tre figli: "Faccio una cazzata. Mi faccio fuori". Quando i militari e 118 sfondano la porta, per la 26enne è troppo tardi.

Dove e come chiedere aiuto

Parlare di suicidio non è semplice. Se stai vivendo una situazione di emergenza puoi chiamare il 112. Se sei in pericolo o conosci qualcuno che lo sia puoi chiamare il Telefono Amico al numero 199 284 284 oppure online (qui), dalle 10 alle 24. Altrimenti puoi rivolgerti a Samaritans Onlus al numero verde gratuito 800 86 00 22 da telefono fisso o al numero 06 77208977

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