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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Omicidio del tassista Massari, Carapellese (Municipio 5): "Dopo 11 anni non c'è ancora la targa"

Il fatto

Oltre undici anni dopo la morte del tassista Luca Massari, ucciso a Milano in via Ghini nel 2010 in seguito ad un pestaggio, non c'è ancora una targa che lo ricordi. Lo denuncia Natale Carapellese, presidente del Municipio 5, con un post su Facebook, evidenziando il ritardo e parlando di "motivazioni inspiegabili".

"Fa male, ma non posso fare a meno di ricordare che, a tanti anni dalla sua assurda scomparsa, non si è riusciti come Municipio, come istituzione più prossima ai cittadini, a far posare una targa, un riconoscimento adeguato in memoria di Luca", scrive Carapellese: "Molti anni sono trascorsi e, in occasione del suo undicesimo anniversario, ho dovuto prendere atto con rammarico che la richiesta già formulata in una delibera del 2019 approvata dal Municipio 5 non ha avuto seguito per varie motivazioni burocratiche quanto inspiegabili".

Il presidente ha promesso "ogni sforzo affinché non passi un altro anno senza ottenere le doverose risposte". Massari fu ucciso il 10 ottobre 2010: dopo avere investito senza volerlo un cane, era sceso dal suo taxi per scusarsi ed era stato aggredito da Stefania Citterio, dal fratello Pietro e dal compagno di lei, Morris Ciavarella. Al processo di primo grado, Pietro Citterio è stato condannato a 14 anni per concorso anomalo in omicidio, Stefania Citterio a 10 mesi per minaccia grave, Morris Ciavarella a 16 anni per omicidio in abbreviato.

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