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Cronaca

Fu testimone dell'omicidio del tassista, abbandonato da tutti

Una richiesta d'aiuto per l'uomo quella rivolta in una lettera al sindaco Giuliano Pisapia da uno dei consiglieri della sua maggioranza, Raffaele Grassi

E' stato "l'unico ad aver collaborato con le forze dell'ordine" sul caso dell'omicidio di Luca Massari, il tassista picchiato e ucciso a Milano nell'ottobre 2010, "assicurandone i colpevoli alla giustizia".

Ma Gianluigi Ricotti "per questo ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo". E' una richiesta d'aiuto per l'uomo quella rivolta in una lettera al sindaco Giuliano Pisapia da uno dei consiglieri della sua maggioranza, Raffaele Grassi di "Valori per Milano" (ex Idv).

"Da subito - racconta il consigliere - il quartiere" dove é avvenuto l'omicidio "si è rivoltato contro con pesanti minacce, intimidazioni e vandalismi che lo hanno costretto a lasciare l'abitazione milanese, l'azienda di impianti elettrici e la città per un paesino della provincia pavese che ha ridimensionato drasticamente le sue opportunità di lavoro e con ciò la possibilità di pagare l'affitto della nuova casa".

Tanto che "a luglio è previsto lo sfratto esecutivo". E Grassi avvisa: "Sarebbe la sconfitta della legalità e il trionfo di ogni sopruso".

Sarebbe infatti "un'assurdità se da queste brutte vicende di cronaca quotidiana passasse il messaggio che è preferibile 'non vedere', meglio 'pensare per se'' perché una volta spentosi il clamore, le istituzioni ti abbandonano".

Al contrario, "occorre un aiuto e in fretta. Occorre una soluzione abitativa per lui e la sua famiglia" e quindi Grassi auspica che "si possa agire con la concretezza di un'azione mirata e la vicinanza della nostra città affinché il dramma della famiglia Ricotti possa essere superato".

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