Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Voghera, i proiettili nella pistola dell'assessore sarebbero "armi da guerra"

Lo dice una perizia balistica depositata dagli avvocati della famiglia della vittima

Sarebbero di tipo vietato dalla legge i proiettili con cui l'allora assessore alla sicurezza di Voghera Massimo Adriatici (Lega), la sera del 21 luglio 2021, ha ucciso il 39enne Youns El Boussettaoui. Lo sostengono gli avvocati della famiglia della vittima, Debora Piazza e Marco Romagnoli, in una memoria depositata per opporsi alla richiesta di revoca degli arresti domiciliari avanzata dalla difesa di Adriatici, che nel frattempo resta ristretto in casa perché la richiesta è stata ritirata.

In particolare, secondo la perizia balistica ordinata dai legali degli El Boussettaoui, i proiettili caricati nella pistola dell'assessore erano di tipo 'hollow point' con una cavità sulla punta che servirebbe ad 'aprire' il proiettile stesso quando impatta contro l'obiettivo, creando più danni di un proiettile normale. Si tratta di proiettili acquistabili in ambito sportivo o venatorio ma fuorilegge per difesa personale in Italia dal 1992 ed equiparati ad armi da guerra in forza di una sentenza della Cassazione del 2008. Di quel tipo sarebbero sia i sette proiettili ancora nel caricatore sia quello estratto dalla salma della vittima.

Adriatri risponde di eccesso di legittima difesa. Il politico ha raccontato di essere caduto durante una colluttazione con El Boussettaoui, che aveva invitato ad allontanarsi perché avrebbe disturbato alcuni passanti, e che il colpo fosse partito accidentalmente durante la caduta. Un video diffuso successivamente mostra l'assessore mentre riceve un pugno e poi si rialza per inseguire il trentanovenne.

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