Ex moglie uccisa in casa: lei lo aveva denunciato pochi giorni prima, era scattato il "codice rosso"

La donna aveva subìto un'aggressione e aveva chiesto aiuto (per l'ennesima volta) alle forze dell'ordine

La donna con l'ex marito

La corsia preferenziale per i reati di genere, soprannominata "codice rosso" con termine mutuato dall'uso nei pronto soccorso, non è stata sufficiente a Adriana Signorelli per salvare la sua vita. La donna è stata uccisa a coltellate dall'ex marito Aurelio Galluccio in casa, nella notte tra sabato 31 agosto e domenica 1 settembre. La donna è stata trovata per terra in cucina. La maggior parte delle coltellate alla schiena, almeno due al collo. Poi, come si sa, Aurelio ha investito con la sua Citroen C3 la figlia dell'ex moglie e i poliziotti intervenuti in via San Giacomo, e per questo è stato arrestato per il loro tentato omicidio; poi è stato anche sottoposto al fermo per omicidio.

Successivamente si è saputo che Aurelio era sottoposto ad obbligo di firma al commissariato Ticinese e che, da pochi giorni, era stato attivato il nuovo "codice rosso" perché l'uomo aveva perpetrato minacce nei confronti della sua ex moglie.

La nuova legge entrata in vigore il 9 agosto prevede che nel giro di tre giorni venga aperto un fascicolo d'indagine in caso di denunce di reati di genere come revenge porn, maltrattamenti, minacce e così via. In particolare, la nuova procedura prevede che l'agente di polizia giudiziaria informi immediatamente (anche in forma verbale) il magistrato, e che questi ascolti la persona offesa entro tre giorni. 

Una svolta importante, perché in teoria rende possibile avviare l'indagine in tempi strettissimi; ma che, come confermato da varie procure italiane, ha creato un cortocircuito, almeno al momento: poiché il "codice rosso" sprona le vittime a presentare denuncia (cosa che non sempre accade), il risultato è che le procure più grandi, come Milano, hanno ora a che fare con 30-40 denunce al giorno. E non è facile "scremare" i casi realmente gravi e quelli che possono essere rimandati.

Video: il cadavere di Adriana viene portato via

Il "codice rosso"

Il 28 agosto il "codice rosso" si era attivato anche per Adriana Signorelli. La sera precedente, la donna era uscita a cena con l'ex marito; questi, poi, era salito nell'appartamento in cui lei vive in via San Giacomo 4 (che un tempo era la casa coniugale: i vicini di casa conoscono bene l'uomo e lo temono). In breve lui si era infuriato e aveva sfondato la porta del bagno, dentro cui lei s'era chiusa. Poi Adriana era riuscita a scappare e, secondo quanto riporta Lorenzo Bucossi, che dirige la squadra mobile di Milano, aveva deciso di non denunciarlo; tuttavia i magistrati avevano attivato il "codice rosso" e, in attesa di avviare il procedimento penale, le avevano suggerito di andare a vivere altrove al più presto. Ma la donna non aveva ancora fatto in tempo a lasciare l'appartamento.

La vicenda di Galluccio e dell'ex moglie era ben nota. Già nella primavera del 2012 Galluccio, nonostante fosse ai domiciliari, si era recato al Policlinico di Milano dopo una lite con Adriana. Per tornare a casa, il 65enne aveva pensato bene di rubare un'ambulanza dall'ospedale. Due anni dopo, nel 2014, era finito in carcere per maltrattamenti in famiglia quando, appena un mese prima, era stato scarcerato per aver picchiato il figlio della 59enne. Nel 2018 era stato nuovamente arrestato per avere bruciato la porta dell'abitazione di via San Giacomo con una bombola d'ossigeno.

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