Omicidio di via Trilussa, l'attore trans: «Non volevo uccidere, mi dispiace»

Riva, che ha ucciso il vicino di casa perché questi si lamentava dei rumori in piena notte, ha risposto al gip

Repertorio

Interrogato dal gip Lorenza Pasquinelli, il 46enne Tommaso Libero Riva ha ammesso di avere colpito a morte il suo vicino di casa Giuseppe Villa, 68 anni, in piena notte, con un coltello da cucina, ma ha negato di volerlo uccidere. Ha parlato di una colluttazione e ha spiegato di essere dispiacituo e di avere subito provato a tamponare il sangue dal braccio, anche se poi è uscito dal condominio ed è stato trovato dalla polizia, immediatamente accorsa, con i vestiti sporchi di sangue.

I sanitari del 118 hanno trasportato Villa al Niguarda, ma questi è morto poco dopo l'arrivo nel nosocomio. L'epilogo di un lungo periodo di liti: da una parte il pensionato, che spesso batteva nella notte i piedi sul pavimento per lamentarsi dei rumori provenienti dall'alloggio di Riva, al piano inferiore; dall'altra la vita di Riva, transessuale con nome d'arte Bianca Dolce Miele, che riceveva clienti anche di notte ed era dedito all'alcol.

Davanti al gip, Riva ha spiegato di avere portato il coltello di sopra pensando che si sarebbe dovuto difendere dalla rabbia del più anziano vicino di casa. E ha aggiunto che prima della coltellata al braccio c'è stata una discussione accesa tra i due. Riva, per la vita che conduceva e i debiti condominiali accumulati, non era propriamente amato nel palazzo e, anzi, le sue intemperanze facevano paura ai suoi vicini di casa, che tendevano ad evitarlo in ogni modo. 

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Riva era stato protagonista di un film-documentario del regista Luca Ferri, "La casa dell'amore", girato proprio nel suo appartamento di via Trilussa, a Quarto Oggiaro. Un film presentato al Festival di Berlino 2020, prima del lockdown. Accusato di omicidio volontario aggravato, con ogni probabilità Riva si vedrà convalidato l'arresto. Per lui anche la custodia cautelare in carcere.

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