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Omicidi

Diana lasciata morire di stenti: "Pifferi ha Qi di una bambina di 7 anni"

La difesa ha chiesto una perizia per il vizio di mente

Secondo la difesa è pari a quello di una bambina di 7 anni il quoziente intellettivo di Alessia Pifferi, a processo per omicidio volontario pluriaggravato per aver lasciato morire di stenti sua figlia Diana, di 18 mesi, abbandonandola in casa da sola per una settimana alla fine dello scorso luglio, nel loro appartamento di Ponte Lambro.

Pifferi, ha spiegato la sua avvocata  Alessia Pontenani, sarebbe affetta da un "gravissimo ritardo mentale" e il suo Qi sarebbe paragonabile a quello di un bimbo di appena 7 anni. Di qui la linea difensiva: "Hanno messo una bambina in mano a una bambina", ha detto la legale della 37enne. La conclusione di Pontenani, al termine dell'udienza di martedì 16 maggio, è arrivata basandosi sui risultati degli ultimi accertamenti medici svolti dai medici del carcere di San Vittore e della consulenza di parte.

Dopo che i dottori avrebbero diagnosticato una disabilità intellettiva alla 37enne, in carcere dallo scorso luglio, la difesa ha chiesto alla Corte d'Assise di Milano di disporre una perizia sulle condizioni psichiche di Pifferi per stabilire se era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. La pm Rosario Stagnaro, titolare del processo insieme a Francesco De Tommasi, ha chiesto ai magistrati, presieduti da Ilio Mannucci Pacini, di non acquisire la relazione del carcere e di rigettare la richiesta di perizia. La corte si è riservata di disporre accertamenti su un eventuale vizio di mente alla fine dell'istruttoria dibattimentale.

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