Martedì, 19 Ottobre 2021
Giampaolo Mannu

Opinioni

Giampaolo Mannu

Video reporter MilanoToday

Cosa sta succedendo con la 'Ndrangheta a Buccinasco (Milano)

L'ombra della guerra di mafia dopo l'agguato mortale (in pieno giorno) al 60enne Salvaggio, e l'inquietante sospetto di una faida tra vecchi boss e nuove leve per il mercato della droga

“Alla luce di questo grave omicidio, chiediamo quali opportuni ed urgenti provvedimenti intende adottare per garantire e rafforzare la sicurezza sul territorio, allo scopo di tutelare la popolazione, nonché prevenire rappresaglie e vendette di stampo mafioso che potrebbero costituire l’inizio di una nuova guerra di Mafia e ’Ndrangheta sul territorio”. Termina così l’interrogazione presentata al Ministro dell’Interno dal deputato del M5S Stefano Buffagni in riferimento all’agguato di stampo mafioso avvenuto a Buccinasco, in provincia di Milano, lo scorso 11 ottobre, nel quale è rimasto ucciso Paolo Salvaggio, detto “Dum Dum”, 60enne già noto alle forze dell’ordine per indagini legate al mondo dello spaccio di droga. 

L’ipotesi al momento più accreditata è che la morte di Salvaggio possa far parte di un regolamento di conti interno proprio agli ambienti del traffico di stupefacenti gestito dalle potenti famiglie ‘ndranghetiste di Corsico e Buccinasco. A farlo pensare è soprattutto la dinamica dell’agguato, portato a termine da due uomini in motorino che, secondo i testimoni, dopo aver sparato i primi colpi di pistola a Salvaggio sarebbero addirittura scesi dal mezzo per “finire” il 60enne ormai già a terra e dare all’omicidio quel “tocco di spettacolarità” che contraddistingue le vendette di mafia. 

A evocare lo spettro della ‘Ndrangheta è stato, nei giorni seguenti all’omicidio, il sindaco di Buccinasco Rino Pruiti, che sui giornali si è sfogato così: “In città, da anni, è in corso una guerra di mafia”. Quegli spettri, insomma, sono fatti di carne e ossa, e portano cognomi come Barbaro, Papalia, Piromalli e Molluso, famiglie di ‘Ndrangheta che fin dagli anni ’70 hanno stabilito nell’hinterland di Milano, in particolare a Corsico e Buccinasco, il proprio quartier generale “al nord”. Nel corso dei decenni i clan calabresi si sono resi protagonisti di omicidi, estorsioni, traffico di droga e smaltimento illecito di rifiuti, ma anche di numerose infiltrazioni nel tessuto economico e sociale del territorio: dalla ristorazione agli appalti edilizi, la gestione di servizi e parcheggi negli aeroporti, o addirittura la creazione di società fittizie per accaparrarsi i soldi degli aiuti agli imprenditori colpiti dal Covid nel 2020.

La ‘Ndrangheta insomma non dorme mai, proprio come fanno gli spettri, tuttavia dopo l’episodio di violenza dell’11 ottobre le preoccupazioni delle autorità sono più che mai concrete. “Oggi si torna a sparare, in pieno giorno - ha spiegato infatti il sindaco Pruiti - Un’esecuzione evidentemente compiuta da professionisti in una delle zone più centrali e frequentate della nostra città, da famiglie, nonni, bambini: i killer non si sono preoccupati di poter ferire altre persone né di essere visti da passanti ed eventuali testimoni. Da anni denunciamo la presenza sul nostro territorio di pregiudicati e famiglie legate alla criminalità organizzata e gridiamo la necessità di tenere sempre alta l’attenzione”. 

VIDEO. "Nella 'Ndrangheta milanese è in corso una guerra generazionale"

“In questa vicenda, però, c’è dell’altro”, dice Alberto Schiavone (M5S), presidente della Commissione antimafia di Buccinasco. Nella sua interrogazione al Ministero dell’Interno, il deputato Stefano Buffagni riporta infatti un lungo elenco di episodi criminali con protagoniste le famiglie ‘ndranghetiste del milanese, ma il capoverso forse più inquietante è questo: “Nel comune emergono anche i giovani criminali, le nuove leve che ereditano il dna criminale”. A Buccinasco, insomma, si starebbe consumando un ricambio generazionale che vede i giovani ‘ndranghetisti contrapposti agli “anziani” che per anni hanno dominato il territorio. “Hanno ucciso Salvaggio in modo spettacolare, sfrontato, incuranti dei testimoni e in pieno giorno - spiega Schiavone - La paura è che ci possa essere un’escalation di violenza nell’ambito di una faida di mafia che vedrebbe le strade di Buccinasco come teatro di guerra della ‘Ndrangheta, e questo sinceramente spaventa molto. Per questo motivo presto organizzeremo un grande evento antimafia, perché quei cartelli appesi dall’Amministrazione comunale con scritto ‘Qui la ‘Ndrangheta ha perso’, col senno di poi, sono stati un errore”.

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