Omicidi

Ucciso e poi murato sotto al pavimento, scoperto dopo 6 anni

Ennesimo capitolo di una sanguinosa faida per la droga

Scientifica (foto repertorio)

L'altro giorno la polizia di Stato ha dato esecuzione al decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Monza nei confronti di Luca Sanfilippo, classe 1971, residente a Cinisello Balsamo (Mi), per il reato di omicidio volontario e soppressione di cadavere.

L’accusa nei confronti di Sanfilippo, secondo quanto riportato in un comunicato della questura, è di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Antonio Deiana, scomparso 6 anni fa. Si presumono questioni legate al narcotraffico. Già all’epoca della scomparsa, la Squadra Mobile di Como aveva ipotizzato che non di semplice scomparsa si fosse trattato, ma di omicidio, indirizzando le indagini verso questa direzione.

Le indagini furono riaperte dal Tribunale di Como nel 2014, quando la Squadra Mobile di Como, seppelliti un’area boschiva del comasco, ritrovava i resti di Salvatore Deiana, il fratello, ipotizzando subito un collegamento della vicenda con quello della scomparsa di Antonio Deiana.

Per l’omicidio di Salvatore tutti i colpevoli furono arrestati. Più di recente, nuove informazioni acquisite da personale del Commissariato di P.S. “Greco- Turro” di Milano e accertamenti effettuati della Squadra Mobile di Milano hanno consentito di dare un altro impulso alle indagini. In particolare la rielaborazione dei risultati investigativi dell’attività svolta dalla Squadra Mobile di Como alla luce delle nuove informazioni e nuove attività tecniche disposte dalla Procura della Repubblica di Monza, titolare del fascicolo processuale, hanno consentito di acquisire un evidente quadro probatorio a carico di Sanfilippo. All’esito dell’attività d’indagine, l'indagato è stato perquisito e così la sua abitazione.

Nel corso delle operazioni, il 47enne, messo davanti all’evidenza, ha inteso rendere spontanee dichiarazioni poi confermate nel corso dell’interrogatorio dinanzi ai pm. In particolare, Sanfilippo ha confermato all’Autorità Giudiziaria le proprie responsabilità ed ha accompagnato gli investigatori nel seminterrato della propria abitazione, luogo dove dapprima aveva consumato l’omicidio del Deiana e successivamente seppellito il corpo.

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