Omicidio a Corsico, il killer del senegalese è Fabrizio Butà: aveva già ucciso una persona

Ha detto di aver ammazzato il 54enne perché infastidiva la fidanzata chiedendole soldi

La vittima. Foto D. Bennati

Si è conseganto da solo dai carabinieri, ha confessato di essere l'autore dell'omicidio del senegalese Assan Diallo. Il 54enne, ucciso sabato sera a colpi di pistola a Corsico, nell'hinterland milanese, è stato freddato da Fabrizio Butà (le sue parole), 47 anni, di origini calabresi. Il killer ha confessato davanti al pm Christian Barilli.

Non è la prima volta che Butà, in carcere anche per rapine e armi, uccide qualcuno. Il 30 agosto del 1998 aveva ammazzato Domenico Baratta con un colpo di fucile a canne mozze, in zona Navigli. Era rimasto in prigione fino al 2013. Stando alla sua confessione la ragione del suo agguato sarebbe il fatto che Assan infastidiva la sua fidanzata chiedendole continuamente soldi, anche poche monete, come riporta Il Giorno. Da lì era nata una discussione tra i due finita poi con l'incontro faccia a faccia 'finale'. Tutto davanti alla compagna del 47enne, ora finita in carcere per favoreggiamento.

L'arma in un condominio

I carabinieri della compagnia di Corsico avevano effettuato una serie di perquisizioni in diversi stabili e appartamenti nel quartiere Lavagna, tra i palazzoni popolari che si affacciano sul piazzale dove pochi minuti prima delle 23 la sera di sabato è stato trovato senza vita, colpito da almeno una decina di proiettili alla testa, al petto e al torace, il buttafuori residente a Cesano Boscone, dove nessun sembra aver visto o sentito nulla.

Fin dalle prime ore dopo il delitto i militari avevano scavato nella vita dell'uomo e ricostruendo le frequentazioni delle ultime ore del 54enne e i suoi ultimi contatti sono arrivati fino a un palazzo popolare di via Curiel dove è stata rinvenuta una pistola abbandonata in una delle aree comuni dello stabile. L'arma sarebbe la stessa che ha ucciso Assane Diallo ma per ogni conferma bisognerà aspettare i riscontri degli accertamenti. 

Le indagini

Aveva perso vigore la prima pista del delitto a sfondo razzista, sostenuta con vigore dalla moglie della vittima che aveva raccontato che solo la sera prima il marito era rincasato dopo aver avuto una discussione in un bar con un uomo che lo avrebbe insultato e aggredito per il colore della sua pelle dicendo di essere il "nipote di Mussolini". 

Chi è la vittima

Assan Diallo, 54 anni, residente a Cesano Boscone, era impiegato nell'ambito dei servizi di sicurezza in alcuni locali e supermermercati. Quando sul piazzale dietro un bar in quel momento chiuso, a pochi passi dalla caserma dei carabinieri, sono arrivati i soccorsi del 118, allertati da alcuni cittadini che avevano udito gli spari, per l'uomo non c'era già più nulla da fare e il medico ha potuto soltanto constatarne il decesso. Sposato, con una figlia di undici anni, Assane aveva alle spalle soltanto due piccoli precedenti per spendita di denaro falso e per una patente contraffatta. 

Il sindaco: "Si è trattato di un'esecuzione"

In merito al delitto consumatosi in strada nella cittadina milanese è intervenuto anche il sindaco di Corsico Filippo Errante, informato di quanto accaduto. “Ho confermato la massima disponibilità delle istituzioni. Forniremo tutto il supporto necessario e, sono sicuro, non mancherà, se si rendesse necessario per rafforzare il notevole lavoro svolto dagli uomini dell’Arma, anche l’intervento della Prefettura. Intanto, con la Polizia locale abbiamo già deciso di rafforzare il presidio di alcune zone fino alle 22 e, due giorni la settimana, fino alle 24. Proseguiremo in modo serrato i controlli anche dei locali pubblici e dei loro avventori" ha spiegato il primo cittadino.

“Se gli investigatori accerteranno che si tratta di crimine razziale, come afferma la moglie, la condanna mia e dell’intera Amministrazione sarà senza se e senza ma. Credo però che non sia corretto, nel rispetto della magistratura, giungere a conclusioni affrettate perché ritengo che i carabinieri debbano poter svolgere il proprio lavoro fino in fondo. Si è trattato di un’esecuzione. Su questo credo non ci siano dubbi”.

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