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Sabato, 13 Aprile 2024
la sentenza / Rescaldina

Omicidio Carol Maltesi: condannato all'ergastolo Davide Fontana

L'uomo era già stato condannato in primo grado a 30 anni

Davide Fontana è stato condannato all’ergastolo. L’uomo è accusato dell’omicidio di Carol Maltesi, morta l’11 gennaio 2022 a Rescaldina. La donna era stata uccisa a martellate, il corpo fatto a pezzi e messo in un congelatore. Fontana aveva tentato di dare fuoco ai resti e poi li aveva gettati in fondo a un burrone nel Bresciano. I giudici d’appello hanno riconosciuto l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà, distruzione e occultamento di cadavere. Le motivazioni saranno rese note tra un mese.

Davide Fontana era stato condannato a 30 anni di reclusione in primo grado, sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Busto Arsizio. In quel caso erano state escluse tre aggravanti: premeditazione, crudeltà e motivi futili e abietti. E tra le motivazioni dei magistrati c’era la considerazione della vittima come “disinibita”. 

In aula, oggi, Fontana ha reso una dichiarazione spontanea: “Ripenso a ciò che ho commesso, e provo grande sofferenza. Sono fermamente deciso a voler riparare, per quanto possibile, alla mie azioni e per questo ho chiesto aiuto alle istituzioni”. “Vorrei chiedere ancora scusa a tutti" e in particolare "ai genitori di Carol" e al figlio. "Non so se potrò mai essere perdonato per ciò che ho fatto. Darei davvero la mia vita per tornare indietro. Passerò il resto dei miei giorni a cercare di aiutare gli altri". 

L'omicidio

Fontana, ex bancario di 44 anni, avrebbe ucciso la 29enne, sua ex dopo aver girato due video dai contenuti pornografici da vendere su OnlyFans. Ma durante le scene Carol venne legata a un palo della lap dance e il bancario iniziò a colpirla alla testa con un martello, ben 13 volte, per poi finirla con una coltellata alla gola. All'origine di tanta violenza l'imminente trasferimento della giovane in provincia di Verona per poter stare accanto al figlio.

Fontana avrebbe poi fatto a pezzi il corpo, avrebbe tentato di bruciare i tatuaggi e il viso per renderla non identificabile, avrebbe messo i resti nel congelatore e infine si sarebbe disfatto dei quattro sacchi di plastica con i resti della vittima gettandoli in un posto isolato. Resti ritrovati a più di due mesi dal delitto, un periodo durante il quale l'assassino avrebbe anche usato il telefono della donna fingendosi lei, così da depistare le indagini.

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