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Omicidio Rancilio, Fiorenza è stata uccisa con un peso da palestra

Gli accertamenti dei carabinieri nel super attico di via Crocefisso. Tracce di sangue su un manubrio da palestra

Un colpo alla testa, forse più di uno. Sferrato con un manubrio da palestra. Sarebbe un peso l’arma dell’omicidio di Fiorenza Rancilio, l’ereditiera di 73 anni trovata morta mercoledì mattina nel suo attico al nono piano del palazzo al civico 6 di via Crocefisso, in centro città. 

Per il suo omicidio è in stato di fermo il figlio Guido Augusto Gervasi Gastone Pozzolini Gobbi Rancilio, 36 anni da compiere il 27 dicembre. Sarebbe stato lui a uccidere la donna colpendola al capo dopo averla coperta con un piumone e alcuni asciugamani, un dettaglio che lascia pensare che potrebbe averla spinta a terra prima di ucciderla. 

I rilievi dei carabinieri hanno certificato che su un peso da otto chili trovato al nono piano c’erano tracce di sangue, rilevate dagli esami con il Luminol. Il manubrio era l’unico mancante da una fila di pesi che il 35enne aveva in una stanza di casa sua, all’ottavo piano dello stesso condominio, dove si trovano anche gli uffici delle aziende immobiliari di famiglia. Il figlio della vittima, stando a quanto appreso, aveva problemi certificati di schizofrenia e per questo era seguito da uno psichiatra. Pare che negli ultimi periodi la Rancilio avesse confessato la sua paura per gli scatti d’ira dell’uomo. 

Guido Pozzolini Gobbi al momento si trova ancora ricoverato al Policlinico in stato di fermo e per lui la procura chiederà la custodia cautelare in carcere con la convalida del fermo. Quando i carabinieri lo hanno trovato seduto a terra in una stanza dell'attico - mentre il corpo della mamma era in sala - era in stato catatonico, probabilmente dopo aver assunto degli psicofarmaci. Non è ancora stato interrogato perché sembra non sia ancora in grado di parlare. 

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