85 coltellate alla 19enne Jessica, poi bruciò il cadavere: condannato all'ergastolo

Pena massima per il tranviere di 39 anni che uccise brutalmente la ragazza in casa sua

L'assassino e la vittima

Condannato all'ergastolo con rito abbreviato (e all'isolamento diurno) il tranviere Alessandro Garlaschi, 39 anni, a processo per l'omicidio della 19enne Jessica Valentina Faoro, avvenuto in una notte del mese di febbraio 2018 con 85 coltellate nell'appartamento di Garlaschi in via Brioschi a Milano.

Video: le forze dell'ordine in via Brioschi

Il gup di Milano Alessandra Cecchelli ha accolto la richiesta del pm Cristiana Roveda. Garlaschi ospitava la ragazza (che aveva bisogno di un domicilio dopo un'adolescenza tormentata) in cambio di piccoli lavori domestici, ma si era invaghito di lei e aveva già tentato un primo approccio sessuale in seguito al quale la 19enne se n'era andata da via Brioschi, per poi tornare. Fino alla tragica notte in cui venne brutalmente assassinata.

Quella volta, in casa c'erano soltanto Garlaschi e la giovane. La moglie del tranviere infatti era andata a dormire dai propri genitori. Peraltro Garlaschi l'aveva presentata a Jessica come la propria sorella, e per questo motivo l'uomo è stato condannato anche per sostituzione di persona. 

Il terzo capo d'accusa era villipendio di cadavere, perché il tranviere, dopo avere inferto le coltellate, ha bruciato alcune parti del corpo della 19enne nel tentativo di nascondere il cadavere in un sacco e liberarsene. Non vi riuscì: quella mattina scese sconvolto di casa e rivolgendosi al portiere esternò una preoccupazione non comune.

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Il gup ha disposto una provvisionale di risarcimento di 25 mila euro per il padre, 25 mila euro per la madre e 50 mila euro per il fratello di Jessica, oltre che di 10 mila euro per il Comune di Milano, che si era costiuito parte civile al processo.

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