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Bimba lasciata morire dalla mamma, parla Pifferi: "Spero sia solo un brutto sogno"

La mamma della piccola Diana ha scritto una lettera che è stata pubblicata dalla trasmissione Iceberg

"Mi sento vuota e spenta sia psicologicamente che nel cuore, mia figlia mi manca da morire ed il dolore è molto forte ed intenso; ogni volta che chiudo gli occhi spero che tutta questa situazione sia solo un brutto sogno ed invece mi sveglio in carcere e mia figlia non c'è più". Sono le parole scritte in una lettera firmata Alessia Pifferi, la donna in carcere con l'accusa di aver lasciato morire sua figlia Diana; il testo è stato diffuso dalla trasmissione Iceberg di Telelombardia nella serata di giovedì 3 novembre.

"A Diana - ha scritto Alessia Pifferi - facevo cucù e ridevamo come due matte e poi dopo un pò si addormentava... Penso di sapere solo io il dolore, la sofferenza che ho nel cuore per questa situazione, ed il trauma che sto vivendo. Vorrei tanto tornare indietro se si potesse soltanto per riavere con me mia figlia".

Parlato della vita di tutti i giorni Diana si descrive con queste parole: "in casa avevo capito che se non si lavorava non si mangiava, ho fatto vari lavori nella mia vita anche se in nero; ma a me importava trovare dei lavori come pulizie, baby-sitter, assistevo un anziano anche come compagnia, pulizie in ospedale centro tumori, assistente alla poltrona".

"Per me quello che conta e contava era trovare lavori onesti e umili - ha continuato Alessia Pifferi - che mi consentissero di avere soldi in tasca per fare la spesa e per mantenermi ed io ogni fine settimana o ogni fine mese ero molto felice. Non sono mai stata una spendacciona grazie agli insegnamenti che ho ricevuto dalla mia famiglia".

"Ricordo che quando lavoravo avevo iniziato anche ad andare in vacanza da sola ed ero felicissima perché ero finanziariamente indipendente, ma in casa non doveva mancare nulla nel frigo".

Nella giornata di oggi, venerdì 4 novembre, Pifferi sarà interrogata nel filone di indagine che la vede indagato insieme ad un 56enne per corruzione di minorenne. L'indagine, coordinata dai pm Francesco De Tommasi e Rosaria Stagnaro, è nata in seguito al ritrovamento delle chat in cui era venuta a galla l'ipotesi di presunti abusi sulla bimba. Secondo quanto sostenuto dagli inquirenti la donna avrebbe mostrato ad alcuni uomini - con cui avrebbe avuto rapporti a pagamento - alcune fotografie della bambina.

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