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La cascina dove a gennaio è avvenuto l'omicidio

La cascina dove a gennaio è avvenuto l'omicidio

'Nonna adottiva' uccisa con un barattolo di marmellata: a processo 'nipote' killer

Il ragazzo, 23enne di origine bulgara che era stato preso in affido dal figlio della vittima quando era minorenne, aveva anche derubato l'anziana e poi era andato in discoteca

Inizierà con la prima udienza davanti alla Corte d'Assise di Milano l'11 gennaio il processo a Dobrev Damian Borisov, il 23enne di origine bulgara che lo scorso gennaio in una cascina al Gratosoglio ha ucciso Carla Quattri Bossi, la 92enne madre dell'uomo che aveva preso il giovane in affido quando era ancora minorenne. La vittima era morta dopo essere stata colpita alla testa dal ragazzo con un grosso barattolo di marmellata.

Al termine dell'udienza preliminare davanti al giudice per le indagini preliminari Tiziana Gueli e a seguito dell'inchiesta del pubblico ministero Gianluca Prisco, è stato disposto in rinvio a giudizio. L'imputato, difeso dall'avvocato Angelo Morreale, dopo essere stato fermato a gennaio aveva confessato l'omicidio.

"Le ho detto 'Ciao nonna, mi presti 10 o 15 euro', lei non mi ha risposto ed io a quel punto ho perso il controllo e l'ho spinta (...) presi i soldi sono scappato e mi sono recato in un locale, esattamente la discoteca Just Cavalli (...) spendendo i soldi con delle ragazze". Questa la confessione messa a verbale davanti agli agenti della Squadra mobile e al pm di Milano Gianluca Prisco.

Dopo aver ucciso l'anziana, il 22enne le aveva portato via 200 euro, gioielli e anche un blocchetto di biglietti Atm. Dopo l'omicidio, poi, incurante era andato a ballare.

La lite per i soldi 

Dobrev avrebbe impugnato un barattolo di marmellata e avrebbe sfondato il cranio della vittima. Poi le avrebbe legato i polsi con un pezzo di stoffa - non è chiaro perché -, le avrebbe coperto la testa con un asciugamano, forse per bloccare il sangue, e l'avrebbe trascinata in più punti della casa, magari in un disperato e confuso tentativo di spostare il corpo e farlo sparire. 

L'allarme era scattato quando la segretaria della cascina-agriturismo aveva rinvenuto il cadavere dell'anziana - che in passato aveva gestito anche 'Cascina Gaggioli' - e aveva chiesto aiuto. Gli investigatori, dopo aver trovato un'abitazione completamente a soqquadro con sangue ovunque il barattolo di marmellata frantumato a terra, avevano sentito tutti i possibili testimoni, tra cui proprio l'omicida, incastrato inizialmente da un'impronta insanguinata all'interno del suo alloggio e poi dai monili della vittima ritrovati tra le sue cose. Il giovane, messo alle strette, ha confessato il delitto.

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