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I carabinieri sul luogo dell'omicidio (foto Ansa)

I carabinieri sul luogo dell'omicidio (foto Ansa)

Donna uccisa a bordo strada a coltellate: compagno nega ancora

L'uomo è stato fermato per l'omicidio di domenica a San Giuliano

Dopo oltre un'ora e mezza d'interrogatorio A.K. ha negato ancora di essere il responsabile dell'omicidio della sua compagna Juljeta Heshtala, la 47enne cittadina albanese uccisa domenica mattina a coltellate sulla Sp40 tra San Giuliano Milanese e Melegnano, nel tratto di strada in cui era solita prostituirsi.

Omicidio a San Giuliano: il video che incastra il compagno della vittima

L'uomo è stato sentito nell'interrogatorio di convalida del fermo in videoconferenza, con il gip in collegamento dal tribunale di Milano. In base a quanto trapelato, ha risposto ai quesiti che gli sono stati posti per poi sostanzialmente negare una volta di più le responsabilità che gli vengono contestate. Il giudice per le indagini preliminari si è riservato di decidere su convalida e misura.

L'omicidio sulla Provinciale

L'omicidio era avvenuto alle 12.59 di domenica, quando alcuni passanti avevano telefonato al 112 segnalando la presenza di una donna inseguita da un uomo sulla Sp40, la Binasca, nel tratto tra San Giuliano e Melegnano, tra il distributore Total Erg e la rotatoria di viale Repubblica.  

Arrivati sul posto, i carabinieri non avevano trovato nessuno ma i soccorritori del 118 - intervenuti con un'ambulanza e un'auto medica - avevano visto la vittima riversa sull'asfalto a pochi metri di distanza dal punto in cui era stato dato l'allarme. La 47enne aveva addosso i segni di 5 coltellate - 3 alla gamba sinistra e 2 alla schiena -, a conferma del fatto che l'assassino si è accanito su di lei. La donna era stata immediatamente caricata in ambulanza e portata in sala operatoria all'Humanitas, ma un paio di ore dopo i medici non avevano potuto far altro che dichiararne il decesso. 

Le persone ascoltate dai militari avevano parlato genericamente di un uomo "vestito di scuro" senza riuscire ad aggiungere altri dettagli, tanto che dal procuratore di Lodi era partito un appello alla ricerca di altri eventuali testimoni. Alla donna non era stato rubato niente, il che aveva fatto subito escludere la pista della rapina finita male. I suoi documenti, ritrovati nella borsetta, hanno portato i militari in quella casa al Corvetto in cui viveva con l'uomo che è poi diventato il suo killer. E pian piano il cerchio si è stretto attorno al compagno di Luljeta.

Il fermo dell'uomo

Vittima e assassino, stando ai primi dettagli filtrati, stavano insieme da circa 20 anni e abitavano in zona Corvetto. I motivi dell'omicidio sarebbero da ricercare nella gelosia dell'uomo, anche lui albanese, di 43 anni e con numerosi precedenti alle spalle. Quando i militari lo hanno fermato - proprio nell'abitazione al Corvetto - era ubriaco e vestito ancora con gli abiti che indossava al momento dell'omicidio: scarpe rosse, cappellino nero e giubbotto scuro.

Interrogato fino a tarda notte, K. non avrebbe confessato, anzi avrebbe detto agli investigatori di essere stato tutto il giorno in un bar di Milano, ma le immagini delle telecamere di sicurezza sulla Provinciale lo collocavano sulla scena dell'omicidio, così come il racconto di alcuni testimoni. Il 43enne, che si è contraddetto più volte, avrebbe anche fatto riferimento alla sua gelosia per un presunto rapporto tra la compagna e un amante che andava avanti da mesi.

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