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Carabinieri e 118 sul luogo del delitto

Carabinieri e 118 sul luogo del delitto

Imprenditore chiese di essere ucciso: a processo per omicidio la moglie e il suo amante

Maurizio Capizzi, 48 anni, venne trovato morto di fronte al cimitero di Nerviano. Inizialmente si pensò a un suicidio ma le indagini hanno permesso di capire che l'uomo venne ucciso

Maurizio Capizzi, l'imprenditore edile di 48 anni che venne trovato cadavere il 31 dicembre 2016 su una panchina davanti al cimitero di Garbatola, frazione di Nerviano, aveva chiesto di essere ucciso. Ora a processo con l'accusa di omicidio ci sono sua moglie Elena Re e l'amante di lei Flavio Sermani. Le indagini hanno infatti stabilito che l'uomo, contrariamente a quanto ipotizzato in una prima fase, non si tolse la vita.

L'autopsia sul corpo della vittima aveva permesso di capire come ad ucciderlo fosse stato un proiettile di piccolo calibro che l'aveva colpito al petto. Gli investigatori hanno anche scoperto che l'imprenditore, legnanese di origine siciliana, dopo un primo tentativo di suicidio che non andò a buon fine, aveva chiesto di essere ucciso lasciando un bigliettino in cui spiegava la sua volontà: una lunga malattia l'aveva sfiancato. "Ognuno è libero di decidere del proprio destino", recitava la carta, riportando il numero di telefono della moglie.

Dopo la chiusura dell'inchiesta dei pubblici ministeri Antonio Cristillo e Bianca Maria Baj Macario, quest'ultima ha chiesto il processo per Elena Re e per Flavio Sermani, che nel gennaio 2017 erano stati indagati per omicidio volontario. Adesso per loro, visto quanto emerso dalle indagini, l'accusa è invece di omicidio consenziente.

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