La notte folle del papà, uccide di botte il figlio e scappa con le figlie: "Non riuscivo a dormire"

Il papà del piccolo ha confessato l'omicidio di suo figlio, un bimbo di due anni. Le sue parole

Agli investigatori e agli inquirenti ha ripetuto "non riuscivo a dormire". Non una scusa, né un movente. Ma soltanto il primo frame del film d'orrore che avrebbe messo in scena da lì a poco in quella casa al piano terra del condominio al civico 22 di via Ricciarelli che lui, sua moglie e i suoi tre figli avevano occupato da un paio di mesi. Proprio quella casa che nella notte tra martedì e mercoledì si è trasformata nel tragico teatro dell'omicidio di Mehmed, un bimbo di poco più di due anni. A ucciderlo, ad ammazzarlo di botte, sarebbe stato il suo papà: il 24enne Hrustic Aljica, nato a Firenze ma croato

Il giovane, con un piccolo precedente per riciclaggio risalente al 2016, è crollato nel pomeriggio e ha confessato. Gli agenti della Squadra Mobile lo hanno fermato alle 12.30 in ua casa di via Manzano, al Giambellino, a poco più di tre chilometri dal suo appartamento. Non ha opposto resistenza e poi, davanti al pm Giovanna Cavalleri, ha reso dichiarazioni spontanee e ha riannodato il nastro andando indietro nel tempo e raccontando tutto quello che aveva fatto.

Uccide di botte il figlio e scappa

Ha spiegato della notte passata in bianco, dell'hashish fumato e delle botte date al figlioletto che stava dormendo durante un raptus di rabbia che lui stesso non ha saputo, o forse voluto, motivare. Poi - stando al suo racconto - circa un paio di ore dopo, verso le cinque, ha telefonato al 112 e ha chiesto un intervento perché il figlio "non respirava bene". 

Quindi, a quel punto, sarebbe fuggito verso via Manzano portando con sé le altre due figliolette di un anno e mezzo e tre anni. In casa, infatti, medici e poliziotti hanno trovato soltanto la moglie del presunto assassino - la 23enne Silvia, con tanti precedenti per furto - e il piccolo Memhed, che presentava numerose lesioni e i piedini fasciati, probabilmente per delle vecchie ferite. 

La caccia all'uomo

La donna - che è incinta al quinto mese di gravidanza e che ha un altro figlio ancora più piccolo, che al momento è in Croazia - è stata subito portata in Questura e ha immediatamente fatto il nome del marito.

Un marito che viene descritto dai vicini di casa, e da alcuni parenti, come un uomo violento e che su Facebook amava farsi ritrarre con una pistola in mano e con abiti di marca. Un marito che, però, in realtà non è mai finito nelle maglie delle forze dell'ordine, tanto che a polizia e carabinieri non risultano precedenti interventi per maltrattamenti o per liti. 

Dalle parole della donna è subito partita la caccia all'uomo, con i poliziotti che sono riusciti a ritrovare Aljica poche ore dopo in via Manzano, dove aveva trovato ospitalità. Le due bimbe che erano con lui sono state immediatamente affidate ai servizi sociali, mentre per lui è stato emesso un decreto di fermo, eseguito ufficialmente alle 19.30. Deve rispondere del reato di omicidio volontario aggravato dai maltrattamenti e dalla minore età della vittima. 
 

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