Omicidio a Milano, donna ammazzata in casa: fermato il presunto killer, è il suo compagno

Fermato nella notte un uomo di quarantasette anni. Era il compagno della vittima. I fatti

La vittima Roberta Priore e il killer Pietro Carlo Artusi

Sarebbe stato lui ad ucciderla. Sarebbe stato lui ad ammazzarla al termine di una lite, sembra l'ennesima. 

Nella notte gli agenti della Squadra Mobile di Milano hanno sottoposto a fermo un uomo di quarantasette anni, Pietro Carlo Artusi, accusato dell'omicidio di Roberta Priore, la 53enne trovata morta martedì pomeriggio nella sua casa di via Piranesi 19, in zona viale Corsica. 

I poliziotti lo avevano portato subito in Questura e sembra che dopo un po' il suo racconto sia diventato una sorta di confessione. Stando a quanto appreso, il presunto assassino sarebbe il compagno della vittima: lo stesso con il quale - raccontavano i vicini in serata - avrebbe discusso, e pesantemente, soltanto qualche giorno prima. 

Il corpo della Priore - una laurea in filosofia e una vita segnata dalle disgrazie, tra cui la morte di una figlia precipitata da un balcone a Milano nel 2005 - era stato scoperto verso le 16. L'altra sua figlia, una ragazza 22enne, aveva chiesto aiuto alla polizia perché da giorni non riusciva a parlare con sua madre e perché non riusciva a entrare in casa. I poliziotti si erano presentati alla porta di Roberta - fuori da un'abitazione al quinto piano - e avevano avuto bisogno dei vigili del fuoco per entrare.

Dentro una scena da brividi: sedie rovesciate, oggetti alla rinfusa ovunque, un principio di incendio in una camera e in un'altra, a terra, il corpo della 53enne, con un cuscino accanto al volto. Sembra che proprio in quei momenti sulle scale del palazzo ci fosse un uomo, il presunto killer.

Per lui, che pare fosse fidanzato con la Priore da poco più di un paio di mesi, sono scattate le manette. A fermarlo sono stati gli stessi poliziotti che qualche giorno fa erano intervenuti - sempre in via Piranesi - per una lite tra quella che poi sarebbe diventata la vittima e il suo assassino.

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Commenti (6)

  • Visto che era da due mesi che litigava con la donna poteva sempre andarsene invece di ucciderla. Nessuno L obbligava a stare lì. Speriamo in una pena esemplare

  • Pene severe per questi ******i. Ma purtroppo in Italia le condanne sono all' acqua di rose.

  • Un rapporto di pochi mesi, centrato su continue liti. Entrambi più che adulti e indipendenti. Se in un rapporto, l'epilogo di femminicidio è sempre inconcepibile e orribile... in questa 'non storia' ancora di più!

  • che ????

  • Non c'è niente da commentare è uno schifo ......la razza umana non ha limite al peggio .

    • concordo

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