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Domenica, 3 Marzo 2024
Omicidi Rozzano / Via Pavese

Accoltella il collega, lo carica in auto e lo lascia a casa: “Venite, l’ho ucciso”

Il corpo agonizzante dell'uomo è stato trovato nella sua abitazione al civico 62 di via Pavese a Rozzano. L'aggressione in un'officina di Fizzonasco

Prima la lite in officina, poi i fendenti. Due, entrambi alla schiena. E per lui sono scattate le manette con l'accusa di omicidio. Un marocchino di 47 anni, Said Souhil, è stato arrestato dai carabinieri nella mattinata di giovedì 18 gennaio: avrebbe aggredito e ucciso il coinquilino (e collaboratore 32enne) suo connazionale, Aissam Fardou.

Tutto è successo intorno alle 10.30 quando vittima e presunto killer stavano lavorando all'interno di un'officina di via Marino a Fizzonasco. Al culmine di un litigio il 47enne avrebbe afferrato un cacciavite e si sarebbe scagliato contro il 32enne sferrandogli due fendenti alla schiena.

Dopo l'aggressione lo avrebbe caricato in auto e trasportato nella loro casa al civico 62 di via Pavese a Rozzano. Entrato nell'abitazione - una costruzione di due piani fuori terra affacciata direttamente sulla Strada Statale dei Giovi -, ha chiesto aiuto al proprietario della pizzeria di fronte, Sabino, dicendogli che il 32enne avrebbe accusato un malore e chiedendogli di chiamare i soccorsi.

Omicidio a Rozzano (foto Guarino)

Durante la chiamata al 118 l'aggressore ha strappato di mano il telefono al gestore del locale e ha confessato: "Venite, l'ho ucciso. Gli ho dato due cacciavitate". Non ha cercato di fuggire, è rimasto sul luogo del delitto camminando avanti e indietro nervosamente fino all'arrivo dei soccorsi e dei carabinieri della compagnia di Corsico che lo hanno arrestato e accompagnato in caserma. Il 32enne, invece, soccorso dal personale del 118 è stato accompagnato al pronto scocorso dell'Humanitas, ma è morto intorno alle 11.30.

Secondo quanto trapelato, il 47enne e la vittima lavoravano insieme da diverso tempo; prima in un’officina tutta loro (ma avevano ricevuto lo sfratto), ultimamente pare si appoggiassero a un’attività di Fizzonasco, quella in cui si è consumata l’aggressione. Il movente potrebbe riguardare un debito non onorato. Più nel dettaglio il deficit sarebbe maturato nei mesi scorsi quando Souhil è tornato in Marocco per alcuni mesi lasciando in gestione l’attività al 32enne. Fardou avrebbe dovuto versargli mensilmente una somma. Il denaro, tuttavia, non sarebbe mai arrivato nelle mani del 47enne.

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