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Repertorio

Repertorio

Milano, aggredisce passanti e poliziotti con un coltello: agenti sparano, ucciso 48enne

La questura ricostruisce l'episodio avvenuto in via Sulmona nella notte tra lunedì e martedì

Un agente ferito alla testa, un altro poliziotto sotto choc per aver appena ucciso e un pregiudicato privo di vita sotto un lenzuolo verde, sull'asfalto di via Sulmona a Milano. Morto sul colpo, centrato dai proiettili sparati con l'arma di servizio dall'agente ora visitato dal personale del 118. Gli stessi specialisti che non hanno potuto far altro che constatare il decesso della vittima. 

Quel cadavere accanto alla lunga fila di utilitarie in sosta è di Jerry Dimaculangan un filippino di 48 anni, che nella serata tra lunedì e martedì ha dato di matto per motivi al momento incomprensibili. Così impugnando un coltello si è scagliato prima contro i passanti - un rider e un altro uomo - minacciandoli e cercando di aggredirli, poi contro gli agenti della polizia di Stato intervenuti alle 00.17, dopo alcune chiamate da parte dei residenti. 

I primi ad arrivare sono stati i poliziotti della volante Forlanini. Sono gli stessi cittadini a indicare loro dove si nasconda l'uomo armato. Dalle finestre segnalano la siepe dove quello si è accovacciato pensando di farla franca. Quando gli agenti cercano di raggiungerlo, il 48enne tira fuori i denti e la lama, un coltellaccio da cucina. Mentre indietreggia, il capo pattuglia cade a terra e sbatte la testa con violenza. 

La sparatoria con la polizia e la morte dell'uomo

Per fortuna in quei concitati istanti, alle divise di Forlanini si aggiungono i rinforzi della volante Monforte. Con i manganelli provano ad allontanare il filippino che punta uno di loro, il poliziotto - appena arrivato - si difende impugnando la pistola e aprendo fuoco. Solo il piombo immobilizza il 48enne, che stramazza al suolo e non ha più alito in corpo per reagire. Muore probabilmente sul colpo.

Alle 00.23, viene avvertito il 118. La centrale operativa manda quattro equipaggi su tre ambulanze e un'automedica. Per la vittima, con precedenti per droga e reati contro la persona, non c'è nulla da fare, "ferita penetrante all'addome". I poliziotti, il capo pattuglia e l'autista, vengono portati al Policlinico per essere soccorsi e medicati. In via Sulmona, tra piazzale Bologna e via Varsavia a Corvetto, arriva la Scientifica e la Squadra Mobile. Sono loro, diretti da Marco Calì, e coordinati dall'autorità giudiziaria, gli incaricati di indagare e ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti.

Chi era l'uomo ucciso dalla polizia?

Jerry Dimaculangan viveva da più di un decennio al civico 23 di via Sulmona. La sua notorietà tra i residenti era aumentata negli ultimi anni soprattutto per i suoi modi violenti. La moglie lo aveva abbandonato da poco, probabilmente stanca di subire violenze. Lo aveva lasciato portandosi via la figlia più piccola mentre il più grande già da qualche tempo era andato via da quel nido familiare, reso un inferno dal padre violento. Un uomo nullafacente e spesso sotto l'effetto di sostanze stupefacenti: per spaccio di shaboo era già finito nei guai con le forze dell'ordine. Forse era sotto l'effetto della stessa droga - ma sarà l'autopsia a stabilirlo - anche la sua ultima notte.

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