Omicidi Crescenzago / Via del Ricordo

Cata, Angelito, Marcelo, Pablito, Matu, Negro Mama e l'omicidio per un derby lontano 10mila km

Presi i sei uomini accusati dell'omicidio al torneo di calcio di via del Ricordo. La lite nata per il derby peruviano. Fatale per la vittima una coltellata al cuore

Qualche parola di troppo mentre le squadre scendono in campo. La lite che degenera immediatamente con un uomo, poi ucciso, che si scaglia con un tavolo in mano contro i rivali. Il gruppo avversario che reagisce lame in pugno e la vittima che resta a terra, colpita al cuore. Quindi la corsa in ospedale, inutile, e la fuga degli aggressori, adesso finita. Sono stati fermati i sei uomini accusati dell'omicidio di Adrian Ybarraguirre Silva, il 38enne peruviano ammazzato sabato scorso a Milano durante un torneo tra squadre amatoriali. 

Teatro dell'omicidio era stato il centro sportivo Agrisport di via del Ricordo, dove per "The Super League Milano" si erano sfidate 16 squadre, tutte composte da cittadini peruviani. Pochi attimi prima dell'inizio della semifinale, tra Sporting Cristal e Garra Crema, era esplosa la violenza. 

Video | L'omicidio al torneo di calcetto

Chi sono i sei presunti killer

Ybarraguirre era stato aggredito da sei persone ed era stato trasportato al Niguarda in condizioni disperate, tanto che 40 minuti dopo i medici non avevano potuto far altro che constatarne il decesso. Fatale era stata un coltellata al cuore, mentre altri tre fendenti lo avevano raggiunto alla schiena - due - e al braccio destro. Per quel tragico raid adesso sono finite in manette sei persone, anche loro tutti cittadini peruviani. 

Si tratta di "Cata", 45 anni, "Angelito", 36 anni, "Marcelo", che di anni ne ha 42, del 40enne "Pablito", del 36enne "Matu Grone" e del 41enne "Negro Mama". A bloccarli sono stati gli agenti della sezione omicidi della squadra mobile, guidati da Marco Calì e Alessandro Carmeli, che nelle scorse ore hanno dato esecuzione a un decreto di fermo emesso dai procuratori Marina Petruzzella e Laura Pedio. 

Il primo nome svelato 

Il lavoro di investigatori e inquirenti è iniziato subito dopo l'omicidio, con decine e decine di testimoni - l'aggressione era avvenuta davanti ad almeno duecento persone - portati in Questura e ascoltati fino a notte fonda. Da lì i poliziotti sono arrivati al primo nome, quello di "Negro Mama", conosciuto nella comunità peruviana milanese e facilmente identificabile per la sua altezza, che supera il metro e ottanta. 

Da lui gli agenti sono così arrivati a un gruppo di tifosi dell'Alianza Lima, una delle squadre della capitale peruviana, acerrima rivale dell'Universitario de Deportes, il club di cui era tifoso il 38enne Ybarraguirre. A quel punto è stato evidente che il motivo dell'omicidio fosse da ricercare in una lite per motivi calcistici, anche perché quando era esplosa la violenza in campo stava scendendo la squadra dei "Garra Crema", che si ispira proprio al Deportes. 

Ascoltando gli organizzatori del torneo, al quale erano presenti numerose famiglie - la stessa vittima era con moglie e figlie -, i poliziotti hanno scoperto che la squadra riconducibile all'Alianza Lima non era stata invitata proprio perché i supporters erano noti per i loro modi violenti. 

Imboccata la pista giusta, gli investigatori hanno risalito la corrente al contrario e sono riusciti ad identificare tutti gli altri presunti aggressori. La svolta è poi arrivata il 1 giugno sera, quando i poliziotti hanno messo le mani su un video girato da qualcuno che era presente e che stava già cominciando a girare nella comunità peruviana. 

L'omicidio in un video

Nelle immagini si vede Ybarraguirre che si scaglia contro un uomo alzando al cielo un tavolo e alla sua sinistra si nota uno degli aggressori con addosso una maglia nera - sarebbe il 36enne "Matu Grone" - che gli sferra due fendenti alle spalle. Poi altri si avventano contro il 38enne - almeno in quattro impugnano una lama -, che viene colpito anche al torace prima di accasciarsi al suolo. A far scattare la lite, stando alle ricostruzioni, potrebbe essere stato qualche commento non gradito dalla vittima sulla sua squadre del cuore.

Identificato il gruppo dei presunti assassini, investigatori e inquirenti hanno cominciato a intercettare e localizzare, accorgendosi che alcuni di loro si erano spostati fuori Milano - uno addirittura in Emilia Romagna - e che qualcuno era pronto a partire verso la Spagna. 

Sequestrati 3 coltelli

Così si è deciso di accelerare e sono stati emessi i fermi che hanno colpito i sei, tutti regolari in Italia - tranne "Negro Mama" e "Matu Grone" - e tutti con alle spalle piccoli precedenti. Quattro sono stati bloccati dalla polizia, mentre altri due - "Pablito" e "Marcelo" - si sono presentati poche ore dopo in Questura, ormai consapevoli di essere braccati. 

Durante le perquisizioni, gli agenti hanno anche sequestrato tre coltelli. Non è escluso, ma saranno le analisi a stabilirlo, che siano proprio quelli usati per quell'omicidio arrivato alla fine di una lite per un derby distante oltre 10mila chilometri da Milano. 

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