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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Omicidi Corvetto / Via Bessarione

Omicidio a Milano, uomo ucciso a colpi di pistola nel suo bar

L'omicidio lunedì mattina in via Bessarione

I colpi a bruciapelo, come se fosse un'esecuzione. La fuga del killer e il suo "obiettivo" che resta a terra, ormai morto. Omicidio lunedì mattina a Milano, dove un uomo è stato ucciso in un bar al civico 42 di via Bessarione, all'angolo con piazza Angilberto II, in zona Corvetto.

L'assassino è entrato in azione verso le 7.15. A dare l'allarme una sola chiamata al 112 di un testimone, che ha sentito distintamente i colpi. Immediato l'intervento sul posto degli equipaggi di un'ambulanza e un'auto medica del 118, che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso della vittima. Stando alle prime informazioni, si tratterebbe di un 35enne cinese, che gestiva il locale e che era noto nel quartiere con il nome di "Paolo". L'uomo, che viveva sopra il suo bar, sarebbe sposato e avrebbe un figlio di 9 anni. Nel suo passato nessun vecchio problema con la giustizia.

Paolo, il barista ucciso nel suo locale

La polizia - presente con le volanti e la squadra mobile - ha trovato sulla scena del crimine alcuni bossoli. L'assassino avrebbe esploso almeno quattro colpi di pistola e si sarebbe poi dato alla fuga. Il locale teatro dell'omicidio è il "Milano caffetteria tavola fredda": quattro vetrine - di cui una rimasta chiusa - che affacciano davanti alla piazza "tattica" creata dal comune a fine 2021, a sinistra un mini market etnico e dall'altro lato un bazar ancora con le serrande giù. A due passi dal bar panchine, asfalto colorato e tavoli da ping pong, con lo stesso "Paolo" che pare fornisse ai ragazzini le racchette per giocare. Nel 2017 il "bar Milano" era stato chiuso per 10 giorni, con sospensione della licenza, perché considerato dalle forze dell'ordine "ritrovo abituale di pregiudicati". La stessa cosa era già successa nel 2014 e nel 2018, sempre sotto la sua gestione.

Video | I rilievi sul luogo dell'omicidio

Le indagini sono affidate agli agenti che dovranno ricostruire le cause dell'omicidio e cercare di dare un nome e un volto al killer. Gli investigatori della sezione omicidi, guidati da Marco Calì e Domenico Balsamo e coordinati dalla pm Bianca Maria Baj Macario, sono al lavoro per raccogliere le prime testimonianze e capire con precisione cosa sia accaduto. Il primo passo sarà evidentemente analizzare il profilo e il passato della vittima per cercare eventuali moventi che possano aver armato la mano dell'assassino.

Una mano potrebbe arrivare dalle telecamere comunali e da quelle degli altri negozi presenti in piazza, che potrebbero aver "catturato" elementi utili. Secondo quanto finora verificato, l'assassino sarebbe entrato nel locale, avrebbe aperto il fuoco mentre la vittima si trovava accanto al bancone e sarebbe poi andato via, scappando in direzione via Bessarione. Tutto nel giro di pochi istanti, in quella che per ora ha tutti i contorni di un'esecuzione mirata e studiata. 

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