rotate-mobile
Venerdì, 23 Febbraio 2024
Omicidi Sesto San Giovanni / Via Pisa

L'omicidio per un telefono (e 50 euro di cocaina): un altro arresto per l'agguato a colpi di fucile

Un 32enne è stato fermato dai carabinieri per l'omicidio di Youssef Saadani, il 27enne ammazzato a Sesto la sera del 23 ottobre. È il secondo aggressore a finire in manette. L'agguato sarebbe nato per uno scontro tra bande di pusher

Sarebbe stato in mezzo al branco. Sarebbe stato in quel commando partito di sicuro per far paura, forse per uccidere. Un uomo di 32 anni, cittadino marocchino, è stato fermato giovedì pomeriggio dai carabinieri perché accusato di aver preso parte all'omicidio di Youssef Saadani, il 27enne - anche lui marocchino - ammazzato la sera del 23 ottobre scorso a Sesto San Giovanni in un vero e proprio agguato nel quale erano rimasti feriti anche un 30enne libico, colpito da un proiettile al polso, e un altro marocchino, 31enne, massacrato a bastonate. 

L'uomo finito in manette è stato rintracciato a Milano dagli investigatori ed è stato arrestato, stando a quanto appreso da MilanoToday, anche in flagranza per spaccio perché trovato in possesso di droga. È il secondo componente del commando bloccato dai militari: il giorno dopo l'omicidio la stessa sorte era toccata ad Hamza H., marocchino 32enne domiciliato a Pero e, all'epoca, già affidato in prova ai servizi sociali dopo una condanna proprio per droga.

Nella convalida del suo fermo disposta dal Gip del tribunale di Monza, Francesca Bianchetti, è ricostruito il film di quell'incredibile assalto terminato con la morte di Youssef Saadani. Un vero e proprio agguato andato in scena in via Pisa a Sesto, una stradina a fondo chiuso, buia, circondata dalla boscaglia, che finisce sotto alcuni condomini. 

Era stato quello il luogo scelto da Hamza H., dal suo complice 32enne e da almeno altre sette, otto persone per tendere una trappola alla vittima e ai suoi amici. Storie di soldi, di droga. E di un telefono. Lo scontro tra i due gruppi rivali, infatti, pare fosse nato il giorno precedente all'omicidio. La sera del 22 ottobre, stando a quanto finora ricostruito dall'inchiesta, un amico di Youssef e degli altri due feriti sarebbe stato aggredito a Cologno Monzese fuori da una farmacia da un gruppo di sette marocchini che lo avevano pestato a sangue e gli avevano portato via i soldi, un monopattino ma soprattutto un telefono su cui c'erano tutti i numeri dei clienti che pare si rifornissero da lui di hashish e cocaina. 

La voce del pestaggio era subito girata e il 31enne marocchino poi preso a bastonate in via Pisa era riuscito a mettersi in contatto con qualcuno degli aggressori. Da lì l'idea: un incontro chiarificatore per cercare di mettere sotto la cenere la tensione crescente, per restituire il cellulare. E, così pare, per saldar anche un debito di 50 euro per qualche dose di "coca" comprata dall'uomo picchiato e mai saldato. E l'incontro, con tanto di posizione comunicata su Whatsapp, era avvenuto davvero. 

Alle 20.18, nel buio di via Pisa, Youssef, gli altri due feriti e almeno un altro paio di uomini erano arrivati a bordo di uno scooter e di una Mazda. In un attimo l'inferno. Dalla boscaglia erano usciti in dieci, con mazze, un machete, un'arma lunga. I rivali avevano cercato di rifugiarsi correndo verso le case ma per il 27enne non c'era stato nulla da fare: era morto con un proiettile di grosso calibro nel collo. E di cartucce e bossoli i carabinieri ne avevano poi trovati decine lungo la stradina. Gli aggressori, terminato il lavoro, erano scappati a bordo di un paio di auto. Una, verosimilmente, era una Bmw, la stessa a bordo della quale qualche giorno prima Hamza H. era stato visto fare rifornimento in una pompa di benzina. Ma soprattutto la stessa che pochi minuti prima dell'omicidio era stata ripresa da una telecamera a Cologno Monzese, a pochissima distanza dal teatro del raid. 

Per lui, che pare fosse l'uomo del commando con l'arma in mano, la fuga era terminata praticamente subito, a neanche 24 ore dall'agguato. Per il suo complice è finita giovedì. "Emerge un agguato premeditato, sfociato" in un omicidio, "organizzato da un gruppo di soggetti dediti al commercio di sostanze stupefacenti", scriveva il giudice disponendo il carcere per Hamza. Mettendo un primo punto a una storia di spaccio e sangue. Di droga e pallottole. 
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'omicidio per un telefono (e 50 euro di cocaina): un altro arresto per l'agguato a colpi di fucile

MilanoToday è in caricamento