Omicidio a Milano, Manuela uccisa in casa con 80 coltellate: fermato il killer

L'uomo è accusato anche di strage: avrebbe lasciato aperto il gas della cucina nel tentativo di cancellare le prove

Omicidio in via Plana (foto Guarino/MilanoToday)

È stato individuato e fermato l'uomo che lo scorso 20 luglio in via Plana 10 a Milano avrebbe ucciso con 80 coltellate Manuela, alias di Emanuel Rabacchi Alves, una transessuale brasiliana di 48 anni.

Almeno 85 pugnalate e il gas aperto per far saltare tutto: la furia omicida del bancario

Dopo serrate indagini della squadra omicidi del nucleo investigativo dei carabinieri, guidata dal tenente colonnello Antonio Coppola, nelle prime ore della mattina di venerdì 24 luglio, i militari del comando provinciale di Milano, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto emesso dal Pubblico Ministero l’uomo ritenuto responsabile dell’omicidio della 48enne.

Il presunto omicida -  classe 1978, con un lavoro in banca, una relazione stabile e nessun precedente grave (solo uno per guida in stato di ebbrezza) - è stato incastrato dalle immagini registrate dalla telecamere e dalla traccia di una calzatura. L'uomo dovrà rispondere anche dell'accusa di strage, per aver lasciato aperto il gas della cucina della vittima, nel tentativo di provocare un'esplosione che potesse cancellare le prove del delitto.

L'omicidio

Il corpo senza vita di Emanuel Rabacchi Alves era stato rinvenuto all'interno della sua abitazione di via Plana lunedì 21 luglio, nel pomeriggio. A trovarlo erano stati i vigili del fuoco, chiamati dai vicini di casa della vittima per una fuga di gas.

Manuela - questo uno degli alias utilizzati anche su siti di annunci dalla 48enne, che lavorava come prostituta - è stata trovata nella sua camera da letto, seminuda e a pancia ingiù, con almeno 80 coltellate su petto e schiena. Sul posto erano subito accorsi carabinieri, medico legale e pm di turno.

L'appartamento, che aveva la porta chiusa, non sembrava essere stato messo a soqquadro. Come segnalato dai vicini, inoltre, c'era una fuoriuscita di gas: i fornelli della cucina erano stati lasciati aperti, sembrerebbe dal killer, e c'è stato il concreto rischio di uno scoppio nel palazzo. L'arma del delitto, presumibilmente un coltello, non era stata rinvenuta.

Emanuel viveva in Italia da almeno quattro anni, era conosciuta dai suoi vicini e non aveva mai avuto alcun problema in passato; né nell'abitazione, intestata a lei, risulta alcun tipo di intervento dei carabinieri. 

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