Truffe per 7 milioni sulla pelle migranti: una delle onlus era al Festival dei beni confiscati

"Palazzo Marino, sempre mobilitato con marce e pic-nic per migranti, chiarisca subito perché era stato affidato a questa associazione l'evento". Lo dice De Corato

Repertorio

Una delle associazioni coinvolte nell'inchiesta della Procura di Milano sui fondi indebitamente percepiti per la gestione dei migranti e per le connessioni con la criminalità organizzata e gli atti falsi prodotti per far ottenere benefici di legge a detenuti, operava anche Milano.

E paradossalmente "l'associazione, denominata Area Solidale Onlus" avrebbe partecipato "invitata dal Comune di Milano, al 6° festival dei beni confiscati alle mafie". Lo afferma l'assessore alla Sicurezza di regione Lombardia, Riccardo de Corato.

"Palazzo Marino, sempre mobilitato con marce e pic-nic per migranti, chiarisca subito perché era stato affidato a questa associazione l'evento e si costituisca anche parte civile nell'eventuale processo. L'assurdità sarebbe anche che queste quattro associazioni coinvolte negli arresti di oggi abbiano avuto assegnati dai comuni locali sequestrati alle mafie. Se così fosse, mi auguro che le amministrazioni provvedano immediatamente alla revoca degli affidamenti".

L'inchiesta che incastra le onlus

Avrebbero creato delle coop scegliendo con attenzione i titolari, facendo in modo che non avessero nessun vecchio conto con la giustizia. Poi, con quelle stesse coop, avrebbero partecipato - vincendo - a numerosi bandi per la gestione dei richiedenti asilo in giro per l'Italia. E così, stando all'inchiesta, avrebbero intascato oltre sette milioni di euro e avrebbero regalato ore di libertà agli "amici" in carcere. 

Facevano affari d'oro con i migranti i gestori di quattro onlus lombarde finite nel mirino dei finanzieri di Lodi e dei procuratori di Milano Ilda Boccassini e Gianluca Prisco. Martedì mattina, dopo un'indagine durata anni, è scattato il blitz: oltre cento militari hanno arrestato undici persone - una in carcere, cinque ai domiciliari e cinque con obbligo di dimora - accusate di associazione per delinquere, truffa allo Stato e autoriciclaggio.

I bandi vinti per 7 milioni  

Gli arrestati - tutti in qualche modo collegati alle coop Area solidale, Milano solidale di Rozzano, Amici di Madre Teresa e Volontari senza Frontiera - avrebbero messo in piedi un giro di sette milioni di euro attraverso la "costruzione di onlus collegate tra lodo da mirati interscambi di cariche amministrative, appositamente costituite al sol fine di partecipare ed aggiudicarsi le gare indette dalle prefetture di Lodi, Pavia e Parma", ha chiarito la gdf. 

Le onlus - sempre secondo quanto riferito dagli investigatori - si garantivano la vittoria "offrendo spesso il prezzo più conveniente a ribasso, producendo a supporto documentazione non veritiera sui servizi offerti ai migranti", tra cui la presenza, inventata, di un avvocato e di un mediatore culturale. Dal 2014 ad oggi - i conti fatti dall'inchiesta - "le onlus e le coop hanno beneficiato di somme pubbliche per oltre 7 milioni di euro", di cui almeno quattro e mezzo sarebbero stati usati dagli arrestati per "scopi personali".

E nel business lombardo dei migranti sembra si fosse infilata anche la malavita organizzata. Le onlus, stando a quanto spiegato dalle fiamme gialle, erano "collegate a noti pluripregiudicati appartenenti alla 'ndrangheta, i quali le hanno sfruttate per far ottenere a persone recluse, attraverso il rilascio di documentazione falsa, la concessione della misucra alterativa alla detenzione". 

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Proprio attraverso le coop, infatti, ai detenuti "veniva attestata, falsamente, la possibilità di poter accedere ai benefici di legge attraverso l'assunzione presso le onlus".

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